Rosatellum, governo pone fiducia, Gentiloni perplesso si piega alla "ragione" dem, Orlando contrario. La rivolta M5S

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Il governo accoglie, e non poteva fare altro, la "ragione" dem,  e pone la fiducia sulla legge elettorale. Lo scopo e' quello di blindare la riforma elettorale con ben tre votazioni di fiducia per evitare che cada nuovamente sotto i colpi dei franchi tiratori. Le 160 votazioni segrete erano un rischio troppo elevato, che probabilmente avrebbero riservato cattive sorprese per la maggioranza. E' stata Anna Finocchiaro, ministro dei Rapporti con il Parlamento ad annunciare in aula alla Camera la decisione dell'esecutivo. Caos in aula con il M5S e Mdp sulle barricate. Subito sono state annunciate manifestazioni di piazza. Mdp si riunirà domani alle 17,30 al Pantheon, mentre Beppe Grillo ha ordinato ai suoi un "presidio permanente" davanti a Montecitorio fino al voto finale, previsto per giovedì sera. La decisione di porre la fiducia e' stata subita da Gentiloni, che avrebbe preferito affrontare la strada delle votazioni e non trasformare la riforma in una questione di governo. Ma il Pd, che e' il partitto di riferimento della maggioranza ed il Colle, hanno fatto prevalere la loro decisione. In Consiglio dei Ministri l'unico ad opporsi e' stato il miniato della Giustizia, andrà Orlando della sinistra dem, subito stoppati da Minnitti, che avrebbe volturo tenere aperto il dialogo con Bersani e la sua formazione l'Mdp. E' caduto nel vuoto anche l'appello di Napolitano contrario alla fiducia. Il testo che sarà votato dall'aula e' quello uscito dalla commissione Affari costituzionali di Montecitorio. La riforma elettorale prevede un ritorno al proorzionale per i due terzi degli eletti mentre rimarrà un terzo da assegnare con il maggioritari attraverso collegi uninominali.

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