Appendino indagata. La sindaca "Pronta a collaborare", Di Maio "Siamo sotto attacco, una non-notizia, un paradosso"

. Politica

La sindaca pentastellata di Torino, Chiara Appendino, è stata indagata dalla Procura del capoluogo piemontese per falso in relazione al bilancio 2016 da dove sarebbe 'scomparso' un debito da 5 milioni contratto dalla precedente amministrazione verso la società Ream per l'area ex-Westighouse. L'indagine era stata aperta nei mesi scorsi in seguito a un esposto dell'opposizione Pd. "Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura - ha commentato la sindaca - certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l'interesse della Città e dei torinesi. Desidero essere ascoltata il prima possibile (sembra già oggi, ndr) al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all'individuazione dell'esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere". L'inchiesta della procura di Torino riguarda anche il capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l'assessore al bilancio, Sergio Rolando. Sulla vicenda è intervenuto a difesa della Appendino il candidato premier dei Cinquestelle Luigi Di Maio che sul blog di Grillo denuncia come il Movimento sia "sotto attacco" da parte di un "sistema" che sta provando ad accerchiare il Movimento "da tutti i lati: Tv e giornali, partiti e dirigenti pubblici lottizzati sanno che rischiano di perdere tutto: la Sicilia e il Paese". "Oggi - dice Di Maio - questo sistema attacca Chiara Appedino. A Torino, Fassino ha lasciato voragini nel bilancio del Comune e noi lo abbiamo denunciato, Chiara Appendino sta risanando i conti e il Pd l'ha denunciata. Il paradosso è che ad essere indagata su denuncia di chi ha sfasciato i conti del Comune è proprio chi lo sta risanando: Chiara Appendino". Quella dell'avviso di garanzia alla sindaca pentastellata di Torino "sarebbe una notizia di poco conto se non fosse che la maggior parte dei media fa parte di quel sistema che sta provando a sopravvivere e quindi questa vicenda è diventata  la notizia del giorno  Credono di aver trovato la clava con cui colpire il MoVimento: presentare esposti contro di noi per cui la magistratura è tenuta ad aprire dei fascicoli, per poi farci attaccare facendo dire ai media che siamo indagati. Sono passati a dare addosso a Chiara - conclude il candidato premier M5s - dopo che le due richieste di archiviazione a Virginia Raggi hanno dimostrato che il "caso Raggi-Romeo" era una bolla di sapone, su cui però la magistratura era tenuta a fare chiarezza. Meno male che sappiamo di poter contare su una magistratura indipendente, che non si fa influenzare da questo sistema".

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