Rosatellum, avanti a colpi di fiducia. Mdp, "Fuori da questa maggioranza"

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Rosatellum-bis: il governo va avanti a colpi di fiducia, il primo domani alle 12. Per giovedì è atteso il voto finale al Senato in un clima di alta tensione, dentro e fuori il palazzo. Protestano i senatori M5s con bende bianche sugli occhi per stigmatizzare la decisione dell'esecutivo che ha posto cinque questioni di fiducia su cinque dei sei articoli di cui è composta la riforma elettorale già passata alla Camera. Protesta Sinistra italiana con la capogruppo, Loredana De Petris, che ha occupato per qualche minuto lo scranno più alto di palazzo Madama, quello del presidente Grasso. E protesta Mdp, gli scissionisti del Pd, che dopo aver abbandonato i lavori della Commissione, hanno lasciato oggi anche la riunione dei capigruppo attaccando il governo e annunciando con Cecilia Guerra: "Siamo fuori da questa maggioranza", ultimo atto del braccio di ferro con il Pd renziano al quale era stato chiesto di non ricorrere alla fiducia e consentire al Senato di discutere nel tentativo di modificare l'impianto della riforma elettorale che prende il nome dal capogruppo dem a Montecitorio, Ettore Rosato. "L'eventuale fiducia sulla legge elettorale - aveva detto Roberto Speranza a Radio Capital - non sarà l'ultimo voto di questa legislatura ma il primo della prossima: vorrà dire che avremo le larghe intese Fi-Pd. Io chiedo al  Pd di fermarsi". In mattinata erano state bocciate per alzata di mano - con il Pd avevano votato Ap, Ala, Lega e Forza Itaia: le forze politiche favorevoli al Rosatellum  - le pregiudiziali presentate dai Cinquestelle e SI. Sempre ai Cinquestelle e a Sinistra Italiana Grasso ha detto 'no' sulle richieste di voto segreto. 

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