Rosatellum, fiducie a raffica. Domani ultimo voto. Napolitano critica ma dice sì (e si becca i fischi dei grillini)

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Fiducie a raffica in Senato sul Rosatellum tra il caos in aula e, fuori, la rabbia della piazza grillina. L'aula di Palazzo Madama ha votato una di seguito all'altra quattro fiducie poste dal governo sul ddl  di riforma elettorale già passato a Montecitorio. Esiti quasi in fotocopia: complessivamente 150 i favorevoli (Pd, centristi, Fi, Lega e i verdiniani di Ala), 60 i contrari. M5s, SI, e Mdp hanno abbandonato l'aula. Domani secondo il calendario le dichiarazioni di voto e il voto elettronico finale sull'intero provvedimento: se passa, il Rosatellum (un terzo di maggioritario e due terzi di proporzionale) diventa legge, legge che M5s e Articolo 1-Mdp hanno già chiesto a Mattarella di non firmare. Alla fine, si pure manifestando tutte le sue riserve, ha votato sì alla fiducia anche il presidente emerito Giorgio Napolitano "per salvaguardare il valore della stabilità". L'ex-capo dello stato ha criticato  il ricorso all'uso della fiducia da parte del governo su un tema così delicato e sottolineato le "forti pressioni" cui è stato sottoposto in questo frangente il premier Gentiloni. "Quali forzature può implicare e produrre il ricorso a una fiducia che sancisca la totale inemendabilità di una proposta di legge estremamente impegnativa e delicata? Mi pronuncio - ha detto Napolitano - con tutte le problematicità e le riserve che ho motivato, per la fiducia al governo Gentiloni per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità dell'azione per le riforme. Gentiloni sottoposto a forti pressioni, ha dovuto aderire, e me ne rammarico, a quella convergente richiesta, proveniente peraltro da quanti avrebbero potuto chiedere il ricorso alla fiducia non già su tutte le parti sostanziali della legge, ma sui punti considerati determinanti, cosa che non ebbero la lucidità o il coraggio di fare". Un discorso e soprattutto un voto che centinaia di simpatizzanti M5s riuniti per protestare a piazza della Rotonda, al Pantheon, hanno visto e ascoltato in diretta sul megaschermo collegato con l'aula del Senato. E subissato di fischi e di qualche insulto: "Sua maestà, dallo scranno di senatore a vita ha detto che vota la fiducia in nome della stabilità di governo. Ma quale governo? Quello che vuole garantire i vitalizi, ci riempie di tasse e non ci manda in pensione?" ha commentato il deputato M5s Giorgio Sorial. Al Pantheon è arrivato anche Beppe Grillo, anche lui con una benda bianca sugli occhi, che ha invitato i suoi ad abbassare le bandiere pentastellate "perchè qui - ha detto - stiamo facendo una battaglia per tutti gli italiani".
 

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