Passa la legge, si va al voto col Rosatellum. Verdini decisivo. M5s "Riforma bunga-bunga"

. Politica

Si va al voto a marzo con il Rosatellum. Il Senato ha approvato definitivamente - tra polemiche e proteste dentro e fuori il palazzo - la riforma della legge elettorale che prende il nome dal capogruppo Pd alla Camera, Rosato: un terzo di maggioritario e due terzi di proporzionale. Se dal punto di vista numerico il voto finale sul provvedimento non ha presentato sorprese dopo il caos di ieri con la raffica di cinque fiducie poste e ottenute dal governo (214 sì, 61 no e 2 astenuti il responso dell'aula; tra i senatori a vita Napolitano a favore e Monti contrario), politicamente il terremoto c'è stato con la certificata uscita dalla maggioranza dei bersaniani di Mdp e l'ingresso al loro posto dei verdiniani di Ala, decisivi ieri e oggi: un risultato rivendicato a gran voce dallo stesso Verdini. L'ex-braccio destro di Berlusconi e ex-coordinatore di Forza Italia ha confermato nel suo intervento che Ala "è nella maggioranza e ci resterà". Gentiloni ha dovuto accettare l'aiuto di Lega e Verdini in nome della stabilità ma Renzi ha subito commentato che non si tratta di una 'nuova' maggioranza perchè, ha sostenuto, le riforme elettorali "si fanno con chi ci sta", in questo caso Verdini, Fi e Lega e non certo Mdp o i Cinquestelle che hanno pesantemente ironizzato sulla riforma prima paragonando Renzi a Mussolini e alla sua legge Acerbo e poi, con uno sguardo agli scenari del dopo elezioni, gridando al prevedibile e temuto "inciucio" con Berlusconi ("Quella approvata oggi non è una riforma elettorale ma una legge bunga-bunga" hanno detto in aula). 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi