Grasso parla da leader: "Il partito lo guido io non D'Alema"

. Politica

Il nuovo partito, quel 'Liberi e Uguali' di cui ha presentato il logo, e che si presenterà alle elezioni col suo nome stampato sulla scheda, lo guiderà lui, non D'Alema (come ha ipotizzato Renzi proprio  dalla stessa tribuna tv). E' un Pietro Grasso dal piglio decisionista quello ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", un Grasso ormai più leader politico che istituzionale nello spiegare le motivazioni della sua discesa in campo e nel mettere i puntini sulle 'ì' rispetto anche ad alcune malignità circolate dopo il suo sì al partito dei bersaniani-dalemiani, di Sinistra italiana e di Possibile di Civati. A scanso di equivoci Grasso scandisce: "E' una vita che ho posizioni di guida, ho guidato magistrati, processi, credo di poter guidare una realtà politica e di esercitare il potere che non sarà un comando imposto dall'alto. Sono capace di ascoltare e di farmi ascoltare. Sono abituato a discutere e poi prendere decisioni. Se ne accorgeranno tutti" dice tanto per chiarire chi comanderà dalle sue parti. "Essendo nonno, ho pensato a tutti i nipoti d’Italia: mi sto impegnando per loro e per il futuro di questo Paese. Un futuro che parte proprio dalla ricostruzione della sinistra" . Poi la spiegazione del logo: un cerchio color amaranto, non rosso, che significa protezione, con la scritta bianca "Liberi Uguali con Pietro Grasso". La E non è quella canonica, ma è formata da tre foglioline "che rappresentano il nostro legame con l’ambiente ma anche l’importanza che diamo alle pari opportunità, essendo un simbolo femminile". Proramma? "Ho una visione più ampia che quella di guidare una ridotta di sinistra. Penso -spiega Grasso - a una ricostruzione della sinistra e quindi del Paese. Il mio obiettivo è allargare, nessuna preclusione al Pd. Mi sono trovato di fronte a una scelta di vita, la mia aspettativa era fare il nonno e potevo farlo,  invece ho pensato a tutti i nipoti della generazione di mio nipote e ho esteso il mio carico e fardello". Quando e perchè ha scelto di diventare un leader politico? "Nella mia vita ho sempre avuto un ruolo istituzionale, solo che è successo qualcosa: ho dato le dimissioni dal gruppo pd proprio perchè dopo aver visto cambiare il ruolo della politica di questo partito in materia di scuola, lavoro, sanità e con l'ultimo momento della legge elettorale in cui il senato ha dovuto porre e votare delle fiducie senza nemmeno poter discutere la propria legge elettorale, ecco questo ha provocato in me una reazione, un problema interiore di non poter più restare e ho fatto il mio primo atto politico". E Renzi? "Gli faccio i migliori auguri, ho rispetto per lui. In campagna elettorale manterremo un certo stile, senza attacchi. Ma io non ho passato politico, guardo al futuro. Lui ha finito la fase zen, ma forse ha un futuro poco roseo...ma continueremo ad avere rispetto per le persone".

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