"Sembra Auschwitz": il paragone di Emiliano sul cantiere TAP. Nuovo scontro con Calenda

. Politica

Sul cantiere TAP a Melendugno nuova lite tra il presidente della Puglia, Michele Emiliano e i ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Stavolta sul tormentato approdo del gasdotto - che la Regione vorrebbe fosse a Brindisi - il motivo dello scontro è stato il paragone fatto dal governatore tra il cantiere e il campo di sterminio nazista di Auschwitz, paragone del quale Emiliano si è successivamente scusato anche se ciò non è servito a raffreddare la polemica. "Quel cantiere sembra Auschwitz. Se vedete le fotografie è proprio identico. Hanno alzato un muro di cinta con filo spinato, è impressionante" ha detto Emiliano accusando il governo di "militarizzare" inutilmente  la zona. "I cittadini si sentono coartati e vedono in quella struttura qualcosa che ricorda cose tristi della storia" ha aggiunto il  governatore cogliendo l'occasione per prendersela più direttamente con il ministro - critico verso i contestatori dell'approdo del gasdotto a Melendugno - che secondo lui sarebbe in cerca di una collocazione futura "visto che tra qualche mese sarà senza lavoro...". La replica immediata di Calenda è riferita tanto all'infelice paragone di Emiliano quanto all'attacco personale: "Dire che sostengo il Tap per favorire le lobby e trovarmi un posto di lavoro è infantile e volgare ma tutto sommato innocuo, dire che il cantiere è uguale ad Auschwitz è grave e irrispettoso" scrive Calenda su Twitter invitando il governatore a "rientrare nei limiti di un confronto civile". Su Auschwitz, ma solo su quello, poi Emiliano si è scusato: "Il paragone tra il cantiere Tap e Auschwitz è oggettivamente sbagliato e mi scuso per averlo inopportunamente utilizzato questa mattina in radio durante una diretta".

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