Etruria, Ghizzoni e l'incontro con la Boschi. M5s "Game over!" ma lei "No pressioni, mi rimetto al lavoro"

. Politica

L'attesissima audizione dell'ex-ad di Unicredit Federico Ghizzoni davanti alla commissione d'inchiesta sulle banche sull'incontro con Maria Elena Boschi il 12 dicembre 2014 centrato su Banca Etruria ha prodotto come era facile aspettarsi 'fuochi d'artificio' politici e provocato differenti e opposte reazioni. Mentre tutte le opposizioni, Cinquestelle in testa, hanno sparato ad alzo zero contro la Boschi (ma altrettanto duri sono stati la Lega e Liberi e Uguali), perchè l'allora ministro - hanno sostenuto - sarebbe stata chiaramente 'incastrata' nel suo conflitto di interessi dalle parole di Ghizzoni, il Pd renziano e la stessa sottosegretaria hanno visto in quel resoconto una conferma dell'assenza di "pressioni" da lei esercitate per favorire in qualche modo la banca aretina in difficoltà, di cui il padre era vice-presidente. Esattamente il contrario di quanto ha affermato il pentastellato Alessandro Di Battista che dopo questa audizione ha dato per "politicamente morta" la sottosegretaria. Ma cosa ha detto Ghizzoni sull'incontro del 12 gennaio 2014? Che quel giorno incontrò la Boschi che gli chiese "se era pensabile per Unicredit valutare un'acquisizione o un intervento su Etruria". Ricostruendo quel colloquio Ghizzoni lo ha definito "cordiale", un colloquio in cui - ha detto - "non avvertii pressioni da parte del ministro: Ci lasciammo su queste basi". Insomma "non mi fu seccamente chiesto di acquistare Banca Etruria, l'avrei ritenuto inaccettabile. Ma di valutare un intervento in Banca Etruria nell'indipendenza di giudizi". L'interpretazione della Boschi su Facebook: "Dopo le audizioni di Vegas, Visco e Ghizzoni, tutti confermano che non c'è stata nessuna pressione. E viene integralmente confermato il mio discorso in Parlamento del dicembre 2015. So che a larga parte delle opposizioni non interessa fare chiarezza sulle banche ma solo attaccarmi. Ma la verità è più forte di qualsiasi gioco mediatico e speculazione politica. Adesso mi rimetto al lavoro, buona giornata a tutti". L'interpretazione di Luigi Di Maio: "Dopo l'audizione di Ghizzoni è chiarissimo che la seconda repubblica è al game over: stiamo agli ultimi passaggi di una repubblica al tramonto. Questa audizione - aggiunge - dimostra che il governo Renzi, che doveva essere un governo di rottamatori è stato invece un governo che ha passato il tempo a salvare una banca di quartiere solo perché era la banca di famiglia di uno dei ministri. Questo era un governo che doveva trattare condizioni migliori per la nostra economia e si è ridotto a salvare una banca di famiglia. E' vergognoso". E quella simile di Di Battista: "La Boschi può dimettersi, non dimettersi, può inchiodarsi ancor di più alla poltrona. Può fare tutto insomma ma politicamente è morta, ad uccidere la sua credibilità sono state le sue stesse menzogne, la sua arroganza, i suoi puerili tentativi di sviare l'attenzione parlando di sessismo nel momento in cui erano palesi i suoi comportamenti indecenti!". Durissimo anche Matteo Salvini, anche a proposito di una mail che Marco Carrai, amico di Renzi - come ha rivelato Ghizzoni- inviò all'allora ad di Unicredit per sollecitargli una "risposta" proprio su Banca Etruria. "Audizione Ghizzoni, questa è una comica! Marco Carrai, che Renzi voleva mettere a capo della struttura di cybersecurity nazionale, avrebbe mandato a Ghizzoni un'email in cui lo sollecitava a dare una risposta per Banca Etruria! Tutti a casa" scrive Salvini in un tweet.

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