Centrodestra avanti di dieci punti su Pd e M5S, Berlusconi non farà accordi senza la Meloni e Salvini

. Politica

Silvio Berlusconi dato politicamente per morto la sera del 27 novembre del 2013 quando fu dichiarato decaduto da senatore e' improvvisamente risorto tornando ad essere l'uomo determinante in vista delle prossime elezioni del 4 marzo. Anche se non ancora ricandidabile, ma in grado di essere determinate nei futuri equilibri della prossima legislatura.Tutti, opinionisti e politici, prospettano una grande incertezza futura con la possibilità che non si delinei una maggioranza in grado di governare. Lo stesso Mattarella ha creato una sorta di paracadute istituzionale "congelando" un Gentiloni "imbattuto in Parlamento" per non fare trovare il paese impreparato di fronte ad un'emergenza. E bene ha fatto, perché e' anche compito di un Capo dello Stato sapere studiare mosse protettive nell'interesse generale. Molti altri pero' gridano un po' troppo dando quasi per scontato un esito elettorale caratterizzato da ingovernablita'. Sarebbe successo lo stesso se ad essere in vantaggio di dieci punti fosse stato il Pd anziché' il centrodestra di Silvio Berlusconi?  Si', perché tutti i sondaggi, chi più chi meno, indicano questa forbice, con la maggioranza assoluta a portata per una manciata di seggi. Quindi per prudenza occorre aspettare "sereni" (alla Renzi) la notte del 4 marzo. Sicuramente con la nuova legge elettorale tornerà in campo la politica (intesa come l'arte del dialogo), avvantaggiando chi meglio la conosce e la pratica, anche all'interno delle coalizioni. Voci maliziose sussurrano di un possibile nuovo Patto del Nazareno, cioè un rinnovarsi della tregua costruttiva tra Renzi e Berlusconi, parlando anche di "Nuovi responsabili" (cioè  traditori vecchio stile) pronti per garantire una maggioranza. Le cose pero' non stanno come molti anche ad arte le descrivono. Tutto e' mutato. Allora, al tempo del Patto del Nazareno, Berlusconi era decaduto, in profonda difficoltà politica e personale ((avvertiva disturbi al cuore, tanto che poi si opero' con successo) e Renzi sembrava marciare trionfalmente come un novello Napoleone verso la conquista di un potere politico mai avuto da nessuno in Italia dopo Mussolini. Ora le parti si sono invertite, l'uomo forte  e' Silvio Berlusconi, ed un nuovo accordo non potrebbe essere che un Patto di Arcore, con Renzi a casa di Berlusconi. C'e' un pero', se realmente  le elezioni andranno nel verso descritto dai sondaggi, il Cavaliere non tara mai accordi isolati, ovvero senza il consenso degli alleati, Salvini e Meloni. Il perché e' presto detto. Berlusconi non e' uno stupido che si fa irretire, e sa bene che come leader del centrodestra detta le sue condizioni con un quasi 40% dei voti, Come capo di Fi la sua forza sarebbe minore e poi il suo elettorato non gradirebbe voltafaccia post elezioni. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi