Di Maio frena sull'uscita dall'euro. E sui rifiuti a Roma attacca i governatori Pd

. Politica

Una frenata sull'uscita dell'Italia dall'euro ("Non è più il momento") e un'accusa al Pd e ai suoi governatori di speculare elettoralmente sulla 'monnezza' che invade Roma e che la capitale non riesce a smaltire. Luigi Di Maio, candidato premier per i Cinquestelle, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta parla delle prossime elezioni politiche e non solo mostrandosi sicuro dell'exploit del M5s ai danni del Pd e del centrodestra. Ma nel caso il Movimento non raggiungesse la maggioranza? In quel caso - dice - "il mio appello, la sera delle elezioni, sarà rivolto ai gruppi, per avere una maggioranza che sostenga una squadra di governo che noi annunceremo prima del voto. Io non voglio cambi di casacca, farò un appello ai gruppi. Chi risponderà quella sera sarà un interlocutore nei giorni successivi, faremo incontri trasparenti e formeremo una maggioranza sui temi del paese che si proporrà al Colle". Poi la vexata quaestio dell'euro: il referendum sull'uscita dalla moneta unica, spesso evocato dai grillinie "è una "estrema ratio, che spero di non dover usare". "L'Italia dovrà farsi "ascoltare dall'Europa. Noi vogliamo contare soprattutto nella difesa delle nostre imprese". Insomma una frenata: "Non credo che per l'Italia sia più il momento di uscire dall'euro" anche perché per l'Italia "ci sarà più spazio" visto che "l'asse franco-tedesco non è più così forte come prima" dice il capo politico M5s che affronta anche il tema dei rifiuti a Roma: "Noi ci prendiamo tutta la responsabilità di risolvere questo problema. In un periodo di picco dei rifiuti come quello delle feste è sempre successo che Roma mandasse i rifiuti in altre Regioni. A fronte dei 180 euro a tonnellata dell'Emilia Romagna noi preferiamo i 150 dell'Abruzzo. Solo che i presidenti regionali di Lazio, Emilia Romagna e Abruzzo sono dello stesso partito cioè del Pd e dovrebbero parlarsi tra loro anziché fare campagna elettorale sulle spalle dei romani. Allora io dico loro: smettetela di usare i romani per fare la vostra campagna elettorale". 

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