Le larghe intese in campagna elettorale, Berlusconi come Renzi attacca il M5S "più pericoloso dei comunisti nel '94"

. Politica

Se c'e' una cosa nuova in questa campagna elettorale e' che i due storici maggiori schieramenti, più che prendersela tra loro (solo quello che basta) se la prendono con il terzo e nuovo incomodo, il M5S.  Possibile  che queste "piccole" intese in campagna elettorale non si trasferiscano in caso di patta alle elezioni in larghe intese? Ieri Renzi, oggi Berlusconi, da Barbara D'Urso, che come a tutti da' del tu, "Silvio" (non sarebbe piaciuta a Montanelli, che quando un collega gli chiese se poteva dargli del tu, rispose "Faccia come crede"), ha messo il suo sigillo: "il M5S e' più  pericoloso dei comunisti nel '94". Poi spiega: "E' uasi una setta che prende ordini da un vecchio comico e dal figlio sconosciuto dell'altro socio del comico, adesso defunto". Il Cav torna a illustrare il suo programma ricco di sogni, e' anche vero che a volte i sogni si avverano, flat tax e reddito di dignità. Quello che il Cavaliere vuole certamente e' uno Stato con meno tasse. E forse gli italiani cominciano ad essere  più attenti alle cose che non tara chi andrà al governo che a quello che promette. Anche perché sulle promesse gravano molte variabili, con in testa l'Europa. Quello che sicuramente non farà Berlusconi e' mettere una patrimoniale e punire così soprattutto il ceto medio, ne' introdurrà un'imposta di successione, lui che l'aveva abolita. A proposito del M5S dice: "I cinque Stelle porterebbero l'Italia verso il disastro imponendo una morsa letale sul ceto medio, con un'imposta di successione vicina al 50% e con un'imposta patrimoniale", e porterebbero anche al governo i peggiori rappresentanti della magistratura militante.

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