D'Alema vuole rottamare Renzi e spera in un "governo del Presidente" per realizzare il renzicidio

. Politica

Da rottamato a rottamatore. Il sogno del vecchio comunista di riuscire grazie alla scuola politica di Botteghe Oscure,  diligentemente seguita, e' di avere la capacita per indirizzare le cose e rimettere ordine nel tanto lacerato Pd. Massimo D'Alema sceglie il Corriere, giornale della borghesia italiano sempre caro agli ex Pci, per esternare il suo piano. A D'Alema non gliene importa un bel niente di Liberi e uguali, affidato alle cure di Grasso, il suo obiettivo tutt'altro che sottotraccia e' un altro, riprendersi il Pd, degno ed unico possibile erede del suo glorioso PCI. Come fare? Semplice (in realtà tutt'altro che semplice e legato a mille variabili) dare vita dopo elezioni, che per questo piano dovrebbero terminare senza veri vincitori e dunque senza una maggioranza, ad un "governo del presidente”, da affidare ad un Pd ma non ovviamente Renzi, che verrebbe messo all'angolo a bollire a fuoco lento. Nel frattempo si dovrebbero riorganizzare tutte le truppe antirenziane all'interno della casa madre per preparare la cacciata, abassando anche il ponte levatoio per quelli che erano fuggiti dalla tirannide. Poi andrebbero nuovamente issate le bandiere rosse, tenendo come riserva quei pochi ex dc sopravvissuti, tanto per dare una spruzzata di collegialità ad una ritrovata "ditta". Altra parte del piano e' la chiamata alle armi di tutto il mondo antirenziano nel Pd al quale D'Alema manda a dire "Non facciamoci del male". Non lo dice ma il male lo vuole riservare ad altri se le cose andranno come lui auspica la notte del 4 marzo. Renzi pero' non e' tipo da stare li' fermo e buono a farsi lessare. Il pericolo e’ che si apri una sorta di guerra civile all'interno della sinistra dal risultato imprevedibile ma con effetti catastrofici per quell'area politica. 

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