Berlusconi e il 'fuoco amico' di Salvini sul 3%

. Politica

Era appena rientrato da Bruxelles dove aveva rassicurato i vertici dell'Ue e del PPE sull'impegno dell'Italia, in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni, a rispettare i vincoli di bilancio e la regola de 3% del deficit, che è incappato in una salva di bordate dall'irrequieto alleato leghista. Bordate proprio sui contenuti degli impegni presi dall'ottantunenne ex-premier e ex-Cav ricevuto come un vecchio amico, anzi un amico ritrovato, dal presidente della Commissione Juncker: cioè sul rispetto italico di quel 3% nel rapporto deficit-Pil che sta tanto a cuore a Bruxelles.  Il 'fuoco amico' di Salvini contro Silvio Berlusconi su quell'argomento non poteva essere meno rassicurante per l'Ue, ma il 4 Marzo è alle porte e Salvini conduce la sua battaglia, dichiarata, per far ottenere alla Lega nell'ambito dell'alleanza di centrodestra un voto in più rispetto a Forza Italia per consentire al suo leader, sempre in caso di vittoria, di dar seguito a quel 'Salvini premier' stampato sul simbolo elettorale. "Quel numerino 3, se danneggia il risparmio, le famiglie e il lavoro, per noi non esiste" ha scandito oggi Salvini a Montecitorio presentando due candidati legisti dichiaratamene anti-euro. Borghi e Bagnai. "Se ci sono vincoli di bilancio o regolamenti europei che danneggiano le imprese e le famiglie italiane, per noi non esistono" ha insistito. Certo quel no al regola del 3% è stato accompagnato da una serie di 'se' ma quello del rapportio con l'Europa sembra in grado di alimentare in piena campagna elettorale ripetuti motivi di contrasto tra i due alleati, sempre che poi alla fine non prevalga la 'saggezza' dell'ex-Cav sull'irruenza del leader leghista, anche perchè Belusconi è tornato di nuovo al centro della scena politica e fa circolare sondaggi che danno il centrodestra unito al 38,7%, ad un passo dalla maggioranza assoluta. Ma Salvini, pur escludendo rotture con gli azzurri, non desiste sul tema dei rapporti con l'Ue: sul programma del centrodestra "accettato e firmato da tutti" - ha sottolineato - "c’è scritto: meno vincoli dall’Europa, no a politiche di austerità, revisione dei trattati europei e prevalenza della Costituzione italiana sul diritto comunitario. non credo ci sia altro da aggiungere". La Lega è "disposta a tutto per difendere l’interesse nazionale, i vincoli europei sono una gabbia, noi vogliamo aprirla e se ci riusciremo con l’accordo di tutti saremo felicissimi. Se fossimo invece sotto ricatto, per noi verrà prima l’interesse nazionale. Per difendere gli italiani siamo disposti a disattendere anche le regole dell’euro"...

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi