Macerata: dito puntato contro Salvini, ma lui ribalta le accuse. Renzi, "Calmiamoci tutti"

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Dito puntato di una parte del mondo politico - Grasso e Boldrini in primis - contro Matteo Salvini per il raid razzista di Macerata compiuto da un giovane che si era presentato l'anno scorso alle comunali di Corridonia nelle liste della Lega Nord. Anche lo scrittore Roberto Saviano se l'è presa con il leader leghista definendolo "mandante morale" dell'attacco xenofobo. Ma Salvini non ci sta e replica. Il leader della Lega condanna l'uso della violenza da parte di chiunque, si dice convinto che chi ha sbagliato deve pagare ma respinge l'accusa di aver acceso gli animi contro gli immigrati speculando sull'omicidio di Pamela tanto da provocare i fatti di Macerata affermando che "la responsabilità morale di quanto accaduto è di chi ha riempito il paese di clandestini". Sui gravi fatti di Macerata ha ritenuto di intervenire il premier Gentiloni che ha detto 'no' all'escalation di odio e violenza, da fermare "subito, tutti insieme": "Odio e violenza non riusciranno a dividerci. Delitti efferati e comportamenti criminali saranno perseguiti e puniti, questa è la legge, questo è lo Stato". Pacatezza e inviti alla calma anche da parte di Matteo Renzi che rivolge "un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità". "L'uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore - scrive il segretario Pd su Facebook - è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell'uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l'odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero". Invito a non strumentalizzare politicamente ed elettoralmente il raid di Macerata anche da parte del capo politico dei Cinquestelle, Luigi Di Maio: "Lancio un appello a tutti i leader dei partiti: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale". I più duri contro Salvini, come si è detto, sono stati Grasso e Boldrini (LeU). "Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall'altra parte, non possiamo più minimizzare" ha detto il presidente del Senato. Gli ha fatto eco la presidente della Camera: "Basta odio, Salvini chieda scusa per tutto quello che sta accadendo. Quanto accaduto oggi a Macerata dimostra che incitare all'odio e sdoganare il fascismo, come fa Salvini, ha delle conseguenze: può provocare azioni violente e trasforma le nostre città in un far west seminando panico tra i cittadini". La replica del leader leghista ai suoi accusatori è questa: "La responsabilità morale di qualunque episodio di violenza che accade in Italia è di chi ha trasformato l'Italia in un enorme campo profughi... Al di là degli omicidi, quanti stupri, scippi, furti, rapine, violenze, aggressioni quotidiane sono fatti ad opera di immigrati clandestini che non dovrebbero essere in Italia? La reazione deve essere democratica, pacifica, di governo e non di violenza. Però - ha concluso il leader del Carroccio - quelli che hanno riempito l'Italia trasformandola in un enorme capo profughi hanno la responsabilità morale, quello sì, di qualunque episodio di violenza che accade in Italia".

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