Il pistolero razzista di Macerata accusato di strage (rischio ergastolo). Allontanato dalla palestra "Era scemo, non sembrava cattivo"

. Politica

Luca Trani sembrava "un bambino intrappolato nel corpo di un adulto". "Non sembrava cattivo, sicuramente era un po' scemo". Lo descrive così' Franco Clerico, gestore della palestra "Robbys", frequentata fino a qualche tempo fa dal killer di Macerata. Una personalista' borderline, come gli era stato diagnostico da uno psichiatra. Ma lui lo aveva preso come un complimento e se ne vantava anche. Alla fine per le sue frequenti bizze e' stato allontanato dalla palestra con l'invito a non farsi vedere più. Quei pochi amici che aveva lo avevano mollato così come una ragazza con cui era stato per un breve periodo. Viveva solo ed isolato da tutti a casa della nonna. Ora si trova nel carcere di Ancona, lo stesso che ospita anche il nigeriano accusato di avere fatto a pezzi  Pamela. Nella sua confessione ai carabinieri ha spiegato i motivi del suo gesto: "Ho sentito per l'ennesima volta alla radio la storia della ragazza. Ho aperto la cassaforte ed ho preso la pistola". I giudici ci sono andati giù pesante, l'accusa non e' quella di tentato omicidio plurimo e nemmeno di tentata strage, visto che non e' riuscito appieno nel suo intento, ma di strage con l'aggravante del razzismo. Con  questo  capo di accusa rischia l'ergastolo.

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