Il Cav e la 'bomba sociale' degli immigrati: "Via in 600.000"

. Politica

Un Berlusconi d'attacco sul problema immigrazione quello che viene intervistato dal Tg5 il giorno dopo la tentata strage di Macerata ad opera di Luca Traini e quattro giorni dopo la scoperta del cadavere sezionato della diciottenne romana sempre nella città marchigiana. D'attacco - e con concetti simili a quelli che alla stessa ora Matteo Salvini espone a La7... - al punto di definire l'immigrazione incontrollata una 'bomba sociale' e di ipotizzare di mandare a casa loro, di cacciare, 600.000 immigrati che qui in Italia - dice il Cav - delinquono o sono pronti a delinquere. "L'immigrazione è una questione urgentissima. Oggi in Italia - spiega - si contano almeno 630 mila migranti di cui solo il 5%, e cioè 30 mila, ha diritto di restare in quanto rifugiati e cioè fuggiti da guerra e morte. Gli altri 600 mila sono una bomba sociale pronta a esplodere, perché vivono di espedienti e di reati". Come affrontare il problema? Ecco la ricetta dell'ex-premier che non lesina attacchi ai governi di centrosinistra, secondo lui totalmente incapaci di farsi sentire in Europa. Perchè tocca all'Ue e non solo all'Italia risolvere la questione. "Un governo autorevole e ascoltato dovrebbe esigere dalla Unione europea di mettere in campo tutto il suo peso politico ed economico" per una serie di interventi che l'ex-premier elenca: la stipula di "trattati con i paesi del Nordafrica" affinché dietro risarcimento usino le loro forze "per impedire gli imbarchi sulle loro coste e organizzino campi di raccolta, ovviamente controllati dalle organizzazioni internazionali"; la sigla di "altri trattati con i paesi di origine, affinché siano disposti ad accogliere indietro" le persone; infine "un grande grande Piano Marshall per l'Africa", coinvolgendo non solo Usa e Russia ma anche i paesi arabi e dell'Estremo oriente "per far nascere un'economia che assicuri ai nativi posti di lavoro e speranza di benessere". La premessa a questo piano - aggiunge - è che "occorre che l'Italia, che oggi non conta assolutamente niente, torni a contare come quando al governo c'eravamo noi". E dal momento che in Italia c'è, eccome, un "problema sicurezza" Berlusconi ribadisce che "la priorità assoluta è riprendere il controllo" del territorio, obiettivo che il centrodestra è in grado di assicurare con adeguate risorse (anche reintroducendo il poliziotto di quartiere e ricorrendo all'aiuto dell'esercito per riproporre l'operazione 'strade sicure'). Su La7 intervistato da Giletti alla stessa ora incalza Matteo Salvini: "In Italia stiamo morendo di buonismo e ipocrisia. Nell'Italia che ho in testa e ambisco a governare, si rispettano le regole e se non hai il permesso di soggiorno e vivi spacciando droga torni a casa tua in un quarto d'ora. Puoi essere bianco giallo o nero: c'è bisogno di regole".

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