Bersani a Di Maio, dialogo possibile su 4 punti "altrimenti ciao, anzi ciaone"

. Politica

Ancora 'scottato' dall'esperienza del 2013 Pier Luigi Bersani apre ad un eventuale dialogo con i Cinquestelle dopo il 4 marzo ma stavolta è lui a mettere un paletto. A Di Maio che dice 'noi proponiamo i punti del nostro programma, poi chi viene viene...', Bersani risponde invitandolo - nel caso il voto indicasse M5s come primo partito - a decidersi, a non fare come il Duca di Mantova nel Rigoletto ("Questa o quella per me pari son"), "anche perchè non lo è", a guardare la realtà che è o destra o sinistra. “Io parlo con tutti - dice l'esponente di LeU a Omnibus -  volentieri anche coi 5 Stelle. Noi però poniamo quattro temi: lavoro, sanità, scuola e fisco progressivo. Con chi è disposto a discutere di queste quattro cose parlo, altrimenti ciao. Anzi, ciaone”. Poi spiega: "Io dico a Di Maio: guarda che, se mai diventi primo partito, devi girare la testa o da una parte o dall’altra. Mi dispiace per te, ma esiste la sinistra e la destra. Questa continua giaculatoria del M5S è un modo verboso per essere muti, perché quella roba lì detta dal M5S non vuol dir niente. I 5 Stelle devono fare un ragionamento. Io non sottovaluto quello che c’è attorno al M5S, come l’antifascismo tiepido. Trovo che su temi come l’immigrazione e sul fisco abbiano posizioni inaccettabili, li trovo più accettabili sul piano delle liberalizzazioni". 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 



 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi