Di Maio ai partiti: la prima 'convergenza' di governo? Dimezziamoci gli stipendi

. Politica

Per uscire dalla bufera che ha investito il Movimento dei Cinquestelle sui rimborsi volontari dei suoi eletti, Luigi Di Maio è passato al contrattacco e, aprendo quella che ha definito la "settimana dell'orgoglio" M5s, ha proposto a tutti gli altri partiti e ai rispettivi leader - Renzi, Berlusconi, Salvini, Meloni, Grasso, Bonino, Lorenzin ecc. - la prima possibile "convergenza di governo". Quale? Un impegno pubblico a sottoscrivere "immediatamente" - lui lo ha già fatto, mostrando sul blog il documento a sua firma - per dimezzare gli stipendi dei parlamentari (da 15.000 euro al mese, "dieci volte lo stipendio medio di un italiano", a 7.500) e rendere obbligatoria la rendicontazione dei rimborsi. "Oggi propongo il primo di una serie di temi per una convergenza di governo. Tutti i partiti firmino adesso questo atto in cui si impegnano a votare la proposta di legge che dimezza lo stipendio dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi" scrive sul blog il capo politico dei grillini. Una mossa a sorpresa dopo aver liquidato con 8 espulsioni lo scandalo dei parlamentari 'furbetti' del M5s sui rimborsi dovuti e non versati ("Ho commesso l'errore di fidarmi" ha commentato) e meno di 24 ore dopo il nuovo 'contratto' con gli italiani (sul lavoro, questa volta) firmato ieri da Berlusconi nel salotto di Vespa, a diciassette anni dal primo del 2001 e sulla stessa scrivania. In Tv, sul blog o con i tweet ormai questa campagna elettorale si gioca con colpi ad effetto i cui risultati però sono attesi alla prova del voto e dei fatti. "Abbiamo dimostrato che un parlamentare può vivere più che dignitosamente dimezzandosi lo stipendio" prosegue il capo politico dei Cinquestelle riferendosi ai tagli ai propri stipendi da parte di tutti gli eletti M5s per un totale di 23 milioni di euro. "I partiti si pappano il doppio dello stipendio e si intascano tutti i rimborsi senza rendicontare niente a nessuno". Ma quest'iniziativa è solo il primo esempio di una possibile 'convergenza di governo' con altri partiti per dar vita ad un esecutivo a guida Cinquestelle. Di Maio infatti - sicuro di riuscire come primo partito e contrario tanto a nuove elezioni quanto ad un 'governo del presidente' - ha annunciato di volerne promuovere altri. Intanto aspetta risposte su questo primo argomento che sa esser caro agli italiani. Difficile però che basti trovare consensi su un taglio degli 'onorevoli' stipendi per coagulare una vera maggioranza parlamentare in grado di consentire ai Cinquestelle di governare. Non su questo tema. O meglio, non solo su questo tema. Intanto però, al di là del facile argomento dei tagli alla cosiddetta 'casta' e in attesa di capire cosa M5s potrebbe davvero proporre per portare dalla sua altri gruppi parlamentari o parti di gruppo (le aperture di Grasso? Le consonanze su diversi temi con la Lega?), il sasso - o l'amo? - nello stagno è stato gettato e il tema delle possibili 'convergenze di governo' per il dopo 4 Marzo messo sul tavolo.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi