Stop ai sondaggi, nessuna maggioranza. Ma tutti sperano nella 'sopresa', anche Gentiloni incoronato da Prodi

. Politica

A due settimane dal voto è scattato lo stop ai sondaggi. Gli ultimissimi fotografano una situazione di stallo: tre poli - le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra e M5s - e all'orizzonte nessuno che raggiunga da solo la maggioranza. E dunque, per il dopo il 4 marzo, la prospettiva o di un governo di larghe intese (o di unità nazionale o un 'governo del presidente') oppure un ritorno al voto in breve tempo. Centrodestra al 37%, a un passo dalla maggioranza assoluta. Centrosinistra a 29%. Cinquestelle al 27%. Ma i pallino è in mano agli indecisi e a quanti si staccheranno dal gruppone dell'astensione e prenderanno invece la strada dell'urna. Uno stallo che molti big politici esorcizzano sperando in una 'sorpresa' che ribalti il quadro emerso dai sondaggi. Ne ha parlato Renzi, ne parla Berlusconi sempre più sicuro che alla fine la sua coalizione toccherà il traguardo del 40%, ne parla Salvini, anche lui certo della vittoria ma che lui vede accompagnata dalla 'sorpresa' di una Lega con più voti di Forza Italia e quindi viatico per il suo insediamento a palazzo Chigi. E in una 'sorpresa' spera anche Paolo Gentiloni che ha ricevuto l'endorsement di Romano Prodi in vena di elogi per un premier "serio", quello di cui l'Italia in questo momento ha bisogno e capace di incarnare oggi i valori dell'Ulivo e cioè il progetto di tenere unite tutte le anime riformiste anche quelle che hanno preso strade diverse (leggi LeU). Per Gentiloni la distanza che al momento divide il centrosinistra dal centrodestra (valutata da lui in 6-7 punti) "non è incolmabile". Prodi, in un incontro pubblico a Bologna, ha tirato la vola ad Insieme, la lista coalizzata con il Partito democratico formata dal Partito socialista di Riccardo Nencini, dai Verdi di Angelo Bonelli e da Area civica di Giulio Santagata (prodiano di ferro) ed ha elogiato Gentiloni, presente anche lui all'iniziativa. Ricordando lo slogan della campagna elettorale del 2006 (`La serietà al governo´), il Professore ha espresso affetto e stima per il premier: "Paolo sta rappresentando questo obiettivo: la serietà al governo, lo voglio ringraziare per il lavoro che sta facendo in un momento difficile, in cui abbiamo bisogno di mostrare un Paese sereno, con idee chiare, che riconosce i propri limiti e i propri meriti in Europa". Prodi si è rivolto anche a Bersani e D'Alema che hanno detto addio al Pd, con quello che  suonato come un ennesimo appello agli "amici che sbagliano": "Nei giorni scorsi mi sono pronunciato in modo sfavorevole verso gli amici della scissione, amici cari, ma che hanno indebolito fortemente questo disegno. È importante che la coalizione di centrosinistra sia unita. Serve un contributo plurale per la vittoria comune".

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