Gentiloni, Salvini, Tajani, Di Maio possibili premier per diversi scenari. Ma c'e' anche "Letta, Gianni…"

. Politica

Si fa un gran discutere su cosa avverrà dalla sera del 4 marzo, quando si conosceranno i risultati delle elezioni. Con rischio palude elevato, anche se non scontato. Berlusconi con il suo centrodestra appare infatti moderatamente ottimista sulla possibilità di arrivare al 40%, che gli consentirebbe di avere la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato. I cinque stelle sperano di avere un grosso successo elettorale e di essere largamente il primo partito. Per questo confidano in una chiamata di Mattarella per cercare in prima battuta di formare un governo. Renzi sta invece giocando in difesa e conta quantomeno di limitare i danni e magari essere, grazie agli eventuali bonus che gli arriverebbero se i suoi tre alleati non superassero la soglia del 3%, il partito con il maggior numero di deputati. Quindi riessere lui come leader del Pd, il più numeroso ad indicare un leader per palazzo Chigi.  Scenari differenti con possibili soluzioni differenti. Al di la' delle enunciazioni attuali, a partire da Berlusconi e Renzi, sul ecco no alle larghe intese, appare probabile che nessuno si sottrarrà se necessario ad un confronto, pena l'esclusione dia giochi politici. Se la situazione dovesse profilarsi di stallo il nome più gettonato rimane quello di Gentiloni, che gode della stima del Quirinale. Ma anche in questo caso nulla e' scontato e potrebbe toccare pure ad un traghettatore del centrodestra se pigliassi molti più voti del centrosinistra. Situazione che porterebbe ai omi di Tajani, sostenuto ultimamente da Berlusconi che lo defisse come il miglior presidente del parlamento europeo. Quella vecchia volpe del Cav pero' avrebbe in servo u altro nome del quale si fida ciecamente, il suo storico collaboratore a palazzo Chigi Gianni Letta. C'e' poi l'ipotesi di salvino se fosse il centrodestra a vincere ma con più voti alla Lega che a Forza Italia. Di Maio potrebbe invece provare ad allearsi, sempre se i voti dovessero bastare, con la sinistra di D'Alema e Grasso.

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