4 marzo, l'allarme Ue per lo "scenario peggiore"

. Politica

L'Europa è preoccupata per quello che potrebbe accadere in Italia dopo il 4 marzo e si prepara allo "scenario peggiore", cioè un governo non operativo e la reazione dei mercati, imprevedibile ma comunque "forte". E' stato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker a lanciare l'allarme in vista delle elezioni politiche in Italia che, insieme al referendum Spd in Germania, costituiscono uno snodo cruciale per il futuro del'Unione. Juncker non ha nascosto di essere più preoccupato per ciò che avverrà in Italia ai primi di marzo che per il referendum Spd chiamato ad avallare o bocciare l'intesa Merkel-Schulz per una larga coalizione al governo. Ma il presidente della Commissione non fa altro che dar voce a ciò che tutti gli osservatori prevedono per il giorno e le settimane dopo le elezioni politiche nel Belpaese: nessun partito o coalizione in grado di formare una maggioranza e quindi incertezza e instabilità, in parole povere ingovernabilità. Oppure sì la formazione comunque di un governo - di scopo o del presidente - non supportato però da una maggioranza coesa in grado di renderlo pienamente operativo. E sullo sfondo ma neanche tanto - molti i leader politici italiani che si sono espressi in questo senso - nuove elezioni. "C'è un inizio di marzo molto importante per l'Ue. C'è il referendum Spd in Germania e le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l'esito del voto in Italia che per il risultato del referendum dell'Spd" ha detto testualmente Juncker secondo cui "dobbiamo prepararci allo senario peggiore, cioè un governo non operativo in Italia". La situazione italiana insieme all'incertezza in Spagna, sempre secondo Juncker, fanno prevedere come possibile "una forte reazione dei mercati nella seconda metà di marzo, ci prepariamo a questo scenario". 

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