Padri nobili Pd per "governo del presidente". Con Gentiloni, anche Re Giorgio e Veltroni dopo Prodi. Colle per larghe intese sotto "tutela"

. Politica

I padri nobili del Pd mollano Renzi ed abbracciano Gentiloni. Dopo Prodi e' toccato a Re Giorgio e Veltroni chiudera' il cerchio domenica in una manifestazione. Tutti, in caso di pareggio, vorrebbero larghe intese, guidate da un Pd, che sia pero' Paolo Gentiloni. Anche il Quirinale e' favorevole a questa soluzione. Naturalmente sono raccolti in preghiera perché Berlusconi non vinca. E se anche il centrodestra dovesse avere quasi dieci punti più del Pd, Napolitano  vede un Pd a palazzo Chigi. Chissà perché, larghe intese sono considerate solo una possibilta' a guida Pd.  E' l'antico pregiudizio della sinistra, i super partes o i commiss di Stato sono solo uomini della loro parte. Renzi non e' contento di queste prese di posizioni, ma visto che e' difficoltà fa buon viso a cattivo gioco, pur non mettendosi da parte come possibile futuro premier, "nessun passo indietro, lottiamo insieme come una squadra". Ed aggiunge: "poi si vedrà'…". Il Colle in caso di pareggio vuole evitare nuove elezioni immediate. Il capo dello Stato intende dare ai partiti tutto il tempo per metabolizzare numeri e possibili scenari per superare l'impasse. E dara' l'incarico solo a chi, in base alle consultazioni, avra' la possibilità di formare una maggioranza di governo. Nessun incarico al buoi, insomma. Mattarella eserciterà per intero le prerogative che gli da' la Costituzione, vagliando con attenzione i nomi dei ministeri che gli verranno proposti. Soprattutto quelli per i posti chiave, come Interni, Giustizia, Esteri, Difesa ed Economia. Conclusione, un governo del presidente o meglio un "governo sotto tutela del presidente…".

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