Salvini 'giura' da premier sul palco. In mano la Costituzione e il Vangelo

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No, anche in una campagna elettorale infuocata come questa, non si era mai vista l'esibizione di un un Vangelo su un palco. Un Vangelo e un rosario mostrati e sventolati insieme al testo della Costituzione. E' successo oggi in piazza Duomo a Milano, protagonista il leader della Lega Matteo Salvini che ha inscenato davanti a migliaia di simpatizzanti ("Siamo 50.000, dalla prossima settimana sarete i nostri 50.000 apostoli") la 'cerimonia' del giuramento da premier al Quirinale, del suo giuramento, quello che va augurandosi da tempo se il centrodestra vincerà le elezioni e la Lega prenderà un voto in più di Forza Italia. Un colpo di teatro da annoverare tra i più originali, diciamo, in questo incandescente rush finale in vista del 4 Marzo. Un anticipo del giuramento istituzionale, ha spiegato il leader leghista, senza voler metter le mani avanti e senza nulla togliere alle prerogative del capo dello stato. Il segretario ha chiuso il comizio di chiusura della campagna elettorale leghista a Milano dove il presidente della Regione, Roberto Maroni, non si è visto, mimando la scena che sogna: lui davanti a Mattarella che giura da premier sulla Costituzione. "Mi impegno e giuro - ha scandito Salvini - di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da alcuni ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me (ripetuto due volte)?". "Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo splendido Paese!" ha concluso tra gli applausi dei suoi.

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