Burian e' arrivato, gelo siberiano e domenica si vota. Programmi dei sogni? Attenzione alla "bussola"

. Politica

Burian e' arrivato, gelo siberiano e allerta neve in tutta Italia. Anche la capitale potrebbe esser imbiancata, tanto che domani le scuole saranno chiuse. Le temperature si abbassano anche di 10% in pochi minuti per via della forte tramontana. Mai si era votato in Italia in un clima così gelido. C'e' da dire che questa volta il fuoco della politica non aveva neppure bisogno di essere raffreddato. Molti non andranno neppure a votare e molti altri pensano, anche suggestionati da alcuni commentatori, che i programmi dei partiti siano una sorta di letterina a Babbo Natale. Si esagera. Forse, anzi sicuramente,  non tutto sarà realizzato ma pur sempre i programmi rappresentano una bussola d'orientamento. Se la Bonino chiede la regolarizzazione dei clandestini, e dovesse decidere lei, anche se non la otterrà, saranno porte aperte per i migranti. Se Salvini chiede l'allentamento degli irregolari, quantomeno se governerà  ne arriveranno molti meno. Se Berlusconi chiede la flax tax quantomeno non aumenterà le tasse e certo non farà la patrimoniale.Cosa che invece farebbero il M5S e la sinistra, magari parzialmente più in base al reddito che al patrimonio. Mentre il Pd anche se non manterrà tutto, cercherà di proseguire sulla rotta attuale. Ultime battute con bagno di folla di Berlusconi a Milano, convinto di chiudere la partita con una vittoria già la sera del 4 marzo. Gentiloni da Barbara D'Urso (anche a lui da' del tu…) dice: "Solo inItalia connubio negativo tra moderati ed estremisti". Lui punta a rimanere a palazzo Chigi proprio grazia ad un accordo tra moderati. Ma, almeno alla vigilia, Veltroni assicura che larghe intese con Berlusconi non ci saranno, perché' resta "il principale esponete dello schieramento avverso". Quindi senza maggioranza "nuova legge elettorale e si rivota". Come se fosse facile fare una nova legge elettorale, quando ognuno vorrebbe ritagliarla su di se'. Di Maio dopo la figuraccia rimediata con la sua improvvidenziale salita al Colle, con Mattaralla che si e' defilato, lasciandolo nelle mani del suo segretario generale, se ne esce con un primo nome dei" suoi ministri "Costa all'ambiente". Poi visto lo scarso feeling un po' con tutti prende le distanze sia dal centrosinistra che dal centrodestra e candida il suo movimento a governare: "Swnza maggioranza proponiamo un contratto di programma". Il problema e' vedere chi accetterebbe un suo programma...

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