Renzi si dimette ma non subito. Congresso straordinario e potrebbe ripresentarsi

. Politica

Dicono che lo abbia convinto Mattarella. Matteo Renzi si e' dimesso ma ha congelato le dimissioni a dopo l'insediamento delle Camere e alle prime trattative per la presidenza delle Camere. L'ex premier ha ammesso la sconfitta nonostante il buon lavoro fatto dal Pd in questi anni. Tra le cause della sconfitta quella di non essere riusciti questa volta ad arginare la voglia di cambiamento, come avvenne nel 2014  e la mancanza della giusta comunicazione su alcuni tempi essenziali. Poi l'errore di non avere approfittato di due finestre per andare a votare nel 2017, legando l'azione del governo all'agenda europea. Ma anche l'ineluttabile con Pesaro preso come esempio emblematico, dove Minnitti riconosciuto da tutti avversari compresi un ottimo ministro, con importanti successi nella politica dell'immigrazione e' stato sconfitto da uno che lo stesso M5S ha tardivamente giudicato come impresentabile. Ora toccherà al presidente del partito Matteo Orfini fissare la data di un'Assemblea nazionale, dove il Pd dovrà chiarirsi fino in fondo e fare un severo esame di coscienza. Perché di questo Renzi e' convinto, molti non hanno remato o peggio hanno remato contro. Renzi non lo ha specificato, ma potrebbe anche ricandidarsi. Perché se e' vero che il Pd ha perso molti consensi, forse di quelli che nella sinistra non amano Renzi, e' pur vero che ha preso comunque oltre il 18% che potrebbe anche rappresentare il suo zoccolo duro da cui ripartire.

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