Di Maio guarda al Pd, Salvini alla sinistra non anti-Lega

. Politica

Di Maio "Dieci punti per un governo M5S con chi ci sta, anche il Pd senza Renzi". Il leader del Pd sfida i suoi "Chi vuole un accordo con M5S lo dica in direzione". Emiliano apre ai grillini, mentre Franceschini dice "Mai pensato ad alleanze". Da Chiamparino arriva un "No ai tabù'". Intanto Calenda che non era ancora iscritto al partito si schiera e domani prenderà la tessera del Pd. Renzi fa sapere che guiderà la delegazione del Pd al Quirinale e che non andrà a sciare, attribuendo la notizia ad una fake news. Ma nel Pd e' caos vero con scambio di accuse. E' una sorta di rivolta. L'ira di Gentiloni nei confronti del suo segretario: "Sono sconvolto, mi da' dell'inciucista". Il fronte anti leader cerca ora il sostegno di una parte della maggioranza renziana, dopo che Martina ha già rotto con Matteo. Insomma Paolo Gentiloni, per la prima volta contro Renzi, e prima o poi doveva succedere. Tanto più che l'attuale premier e' la carta migliore per i rivoltosi, che continuano a chiedere dimissioni "vere ed immediate". Dall'altra parte la mossa di Salvini: "Pronti ad accogliere la sinistra che guarda alla Lega". Al di laì delle prime mosse l'accordo con il M5S per il Pd sarebbe estremamente gravoso, perché Di Maio vuole imporre tutto a partire dalla squadra di governo e prendere solo i voti per sostenere un suo governo. Una parte dei dem vorrebbero invece eventualmente aprire una vera trattativa di governo. Posizioni agli antipodi. A destra c'e' più pragmatismo ed accordi potrebbero essere fatti, ma non sembra essere questa la strada.

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