Primo atto elezione presidenti delle Camere dal 23 marzo, poi incarico. E se fosse Renzi il nuovo presidente del Senato?

. Politica

Difficili contatti tra grillini e centrodestra per la presidenza delle Camere. Da li' dovrà comunque partire una legislatura che già si annuncia come una delle più brevi della storia della Repubblica. Per avere una Terza Repubblica bisognerà aspettare un po', nel gioco dei numeri. Visto che l'assetto istituzionale non e' cambiato, sono cambiate solo le leggi elettorali. La grande riforma e' abortita prima in Parlamento con la bicamerale di D'Alema, e poi e' stata bocciata dagli elettori. Prima quella di Berlusconi e poi quella di Renzi. Gli unici due che hanno provato a cambiare veramente l'Italia. Nei due rami del Parlamento la situazione e' assai diversa. Al Senato dopo la quarta votazione c'e' il ballottaggio tra i due candidati più votati. Quindi in mancanza di accordi sarà il centrodestra a prevalere. Alla Camera invece anche dopo la quarta votazione occorre la maggioranza semplice, ovvero dei presenti, per eleggere il presidente. E qui un accordo anche se solo istituzionale e' necessario. Con Renzi alla finestra, perché anche il Pd potrebbe inserirsi nella partita, anche se non per un accordo che necessariamente sia anche per il governo. In questo caso potrebbero esserci spirargli per un candidato moderato, sia esso di centrodestra che del Pd per il Senato. Visto che il nuovo presidente del Senato potrebbe dovere svolgere un delicato compito, come seconda carica dello Stato, in questa delicata fase. E se fosse proprio Renzi il nuovo presidente di quel palazzo Madama che voleva abolire?

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