Mattarella chiede a tutti "responsabilità". Di Maio al Quirinale (ma per l'8 Marzo). Niente primarie per Renzi

. Politica

In questa fase critica del dopo voto Mattarella ha invitato tutti i protagonisti della scena politica ad avere "senso di responsabilità" e ad agire sempre avendo come stella polare l'interesse generale del paese. Mattarella ha parlato per la prima volta in pubblico, al Quirinale per l'8 marzo, dopo il voto di domenica. Salvini gli ha dato subito ragione, Di Maio idem: M5s e Lega, che aspirano ambedue ad avere l'incarico di formare un governo da un pò di tempo sono prodighi di elogi per il capo dello stato, ma lo stallo permane e non sono prevedibili schiarite prima del 23 quando verranno eletti i presidenti delle Camere e per votare chi dovrà occupare gli scranni più alti di palazzo Madama e di Montecitorio una qualche maggioranza si dovrà pur trovare, magari la stessa che potrebbe poi sostenere un governo. Per ora nebbia fitta con pentastellati e Lega che si guardano intorno a 360 gradi, quindi con l'attenzione rivolta non solo al Pd, un partito lacerato per la sconfitta, diviso su Renzi ma comunque sempre ago della bilancia con i suoi 122 deputati, una buona metà dei quali legati al segretario dimissionario. Al Quirinale, tra i politici presenti per la cerimonia dell'8 marzo, festa della donna, anche il capo politico M5s Luigi Di Maio che ha catalizzato l'attenzione dei media ed è stato immortalato in una cordialissima stretta di mano con Mattarella. Nel suo discorso, pur non nominandole esplicitamente, Mattarella è sembrato con evidenza rivolgersi a tutte le forze politiche: "Abbiamo ancora - e questo riguarda tutti - avremo sempre bisogno di questa attitudine: del senso di responsabilità di saper collocare al centro l'interesse generale del paese e dei suoi cittadini". Un appello condiviso dal presidente emerito Napolitano che ha sottolineato l'importanza dei concetti espressi dal capo dello stato su una "crisi difficilissima". Fuori del palazzo, continua a consumarsi la crisi nel Pd in attesa della direzione di lunedì (che sarà aperta da una relazione del vice-segretario Martina) dopo la lettera formale di dimissioni di Renzi e l'esplicita conferma da parte della maggior parte dei big del partito - con l'eccezione di Emiliano e Chiamparino - che un'alleanza con i Cinquestelle non s'ha da fare. Orlando poi ha dato un'altra stoccata all'ex-segretario affermando che la storia delle aperture vere o presunte del Pd a M5s è stata una fake news buttata lì per non affrontare il tema della disfatta elettorale. Oggi un nuovo sviluppo nella vicenda dem: "Renzi non si presenterà alle primarie che dovranno tenersi per eleggere il nuovo segretario", ha detto Ettore Rosato, ex-capogruppo Pd alla Camera, l'uomo che ha dato il nome alla legge elettorale con cui si è votato domenica.

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