Con Renzi l'80% dei senatori Pd e il 60-70% dei deputati. Farà gruppi suoi?

. Politica

Matteo Renzi si era preparato in caso di sconfitta e aveva preparatoria una sua sua ridotta nella quale rifugiarsi per poi potere ripartire in quella corsa, clamorosamente interrotta, in una notte di dicembre con la sconfitta al referendum. Quel referendum che aveva disegnato una vera Terza Repubblica, con un nuovo assetto istituzionale, e con la certezza di avere un solo vincitore la sera delle elezioni. Ma gli italiani così come fecero con Berlusconi, che pure aveva ridisegnato la Repubblica, hanno detto di no. Nulla da lamentarsi quindi dell'attuale situazione, e' stata voluta più dagli italiani che dal Rosatellum, la nuova legge elettorale, resasi necessaria dopo il fallimento di quell'Italicum, sistema ideato in accoppiato con il referendum, e cosa unica nella storia, approvato definitivamente ma mai adottato. Certo che gli antirenziani ora rischiano molto, rischiano di portare il Pd ad essere un piccolo partito sotto il dieci per centro. Non contano gli appelli dei padri nobili, ormai tramontati agli occhi degli elettori. La mossa successiva di Renzi a quelli di sui suoi gruppi parlamentari, sempre che effettivamente li faccia, e' un suo partito. Che non e' difficile immaginare con più voti dello stesso Pd, che finirebbe alla sbando.

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