Di Maio a Salvini "A noi la Camera". Capigruppo M5S consultano gli altri "Aperture da Lega e Pd", sul metodo. Dem frenano

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Ancora in alto mare la soluzione per trovare un nuovo governo, i partiti tentano intanto di districare la prima indispensabile matassa, quella delle presidenza delle Camere, passaggio essenziale per permettere a Mattarella di avviare le consultazioni. Il presidente sperava di ottenere le prime indicazioni per individuare una possibile nuova maggioranza. Ma quello cheti va delineando e' più una sorta di solo "accordo istituzionale", di metodo per affrontare il primo passaggio di questa legislatura, che non si annuncia certo con la vita facile. I più attivi appaiono i "vincitori" del 4 marzo, Salvini e Di Maio. Si sono sentiti telefonicamente su iniziativa di Salvini. Entrambi vorrebbero la presidenza di Montecitorio, disposti a cedere all'altro quella del Senato. Che pur rappresenta la seconda carica dello Stato e che potrebbe avere un ruolo importante in caso di mancato accordo tra i partiti. Certo politicamente e' Montecitorio il principale ramo del Parlamento. Di Maio ha detto: "Ho ricordato a Salvini che il M5S e' la prima forza del paese e che alla Camera abbiamo il 36% dei deputati. Per noi questa volontà e' sacrosanta e vogliamo che venga rispecchiata attraverso l'attribuzione al M5S della presidenza di Montecitorio". I capigruppo del M5S hanno iniziato un loro giro di consultazione con gli altri partiti, Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno riferito: "Aperture da Lega e Pd, ma ancora niente nomi". Ma i dem frenano subito, e c'e' chi afferma che sarebbero anche disponibili a votare alla Camera per il legista Giorgetti. Anche da Fi non rimbalza alcun entusiasmo. Insomma solo schermaglie iniziali, tanto mancano ancora diversi giorni all'appuntamento per il voto, fissato per il 23 marzo.

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