Manuale Cencelli "nuova arma dell'Andreotti con l'orecchino"?…Si scherza a Montecitorio

. Politica

La sfida sulle Camere tutt'altro che risolta, che vede come attori principali Salvini e Di Maio, spostando lo scenario classico dove erano invece Pd e FI a guidare le danze, viene vissuta da quelli che il palazzo frequentano da tempo anche con la giusta dose di ironia. Ma anche nelle battute un fondo di verità c'e' pur sempre, soprattutto in politica. Così' quell'espressione usata da Toti per definire Di Maio "Mi sembra un nuovo Andreotti, con l'orecchino", viene commentata come un giudizio ben azzeccato. In realtà ai suoi l'orecchino Di Maio lo ha sconsigliato, consigliando invece un abbigliamento istituzionale, con giacca e cravatta per gli uomini e sobri tailleur per le donne. Regola severa in particolare quando erano i comunisti, rispettosi del ruolo delle istituzioni, a guidare Montecitorio. Anche a Berlusconi non e' sfuggita la furba abilita' di movimento del leader grillino, "Si muove bene, e' bravo, ma c'e' il problema del programma". Sono in molti a vedere nel "metodo" per un "accordo istituzionale" per la presidenza delle Camere, che non determini necessariamente la creazione di una maggioranza di governo, un espediente molto democristiano, con tanto di rivendicazioni di percentuali "Noi abbiamo il 36% dei deputati per cui ci spetta la Camera", e alla Lega che e' la maggiore forza del centrodestra puo' andare il Senato. Allora perché non ripescare il manuale Cencelli anche per il governo? I nuovi di Montecitorio, molti a digiuno o quasi di politica, non sanno nemmeno cosa sia questo manuale Cencelli. Si tratta di un libretto scritto nel '67 da Massimiliano Cencelli, segretario fidato di Adolfo Sarti, per spartire le poltrone nella Dc in base alla percentuale delle varie correnti. Quando la corrente di Sarti, Cossiga e Taviani ottenne il 12% al congresso di Milano, diventando la corrente dei pontieri tra maggioranza ed opposizione bisognava stabilire un criterio di distribuzione dei posti. Cencelli assegno' anche dei punti ai vari ministeri con in testa quello dell'Interno, seguito da Esteri ed Economia (allora era meno importante di oggi perché tanto le decisioni che contavano erano prese dalla segreteria democristiana). Ecco perché nel caso di un governo di programma o di scopo nel quale entrassero più forze potrebbero essere gioco forza ripristinate le regole percentuali. "Avete voluto il proporzionale", dice un navigato deputato, ed allora "beccatevi anche questo…". E chi ben comincia e' alla metà dell'opera...

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