Di Maio "Voglio parlare con tutti". Martina "Niente Aventino ma governo M5s-Lega è un pericolo"

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Una raffica di telefonate. Parlerà con tutti per coinvolgere tutti Luigi Di Maio che vuole stringere i tempi in vista del 23 marzo quando si voterà per eleggere i presidenti di Camera e Senato. In 24 ore il capo politico dei Cinquestelle intende far quadrare il cerchio sulle figure destinate a reggere Montecitorio e palazzo Madama. Sentiti tutti, un accordo su due nomi già sarebbe una prima schiarita nello stallo post-voto anche se nessuno dei protagonisti di questa fase vuole legare il risultato delle due elezioni alla formazione di un governo. Governo che è e resta una questione ancora in alto mare con i due vincitori del 4 marzo a contendersi l'agognato incarico e il Pd ferito e combattuto tra la scelta di un'opposizione senza se e senza ma - "ma non l'Aventino, guai" (parole del reggente Martina) - e l'adombrata disponibilità, se glielo chiedesse Mattarella (parole di Cuperlo), a non scartare l'idea di un esecutivo di larghissime intese, con dentro tutti dal momento che l'ipotesi di un governo Lega-M5s viene considerata, come ha detto Martina, "un pericolo per il paese".  "Tra stasera e domani - ha annunciato Di Maio sul blog - sentirò per telefono i principali esponenti di tutti i futuri gruppi parlamentari: Salvini, Brunetta, Meloni, Martina e Grasso. Voglio parlare loro con franchezza, chiarezza e onestà. A ognuno di loro dirò che noi vogliamo coinvolgere tutti in questa fase di individuazione delle figure che presiederanno le Camere, naturalmente riconoscendo il peso specifico di ogni vincitore". Il riferimento al "peso specifico di ogni vincitore" fa ritenere che i pentastellati insistano nell'intento di dividersi con la Lega gli scranni più alti delle due Camere, che sono la seconda e la terza carica dello stato. "Sono d'accordo con Cuperlo: il 4 marzo ci ha consegnato all'opposizione ma guai all'Aventino" ha detto il reggente del Pd Maurizio Martina. "Anche io penso che un governo M5s-Lega sia pericoloso per il Paese. Non ci tireremo indietro dal confronto e non aspetteremo che siano solo le forze che hanno vinto il 4 a fare le loro mosse. Noi contrattaccheremo e cercheremo di organizzare l'alternativa con un lavoro di centrosinistra aperto, plurale. Incalzeremo, proporremo, non staremo a guardare".

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