Di Maio ora non ha fretta, prima la Camera poi il governo. L'elogio a Mattarella. Casaleggio punta ad un milione di iscritti

. Politica

Di Maio ora non ha fretta: prima vuole la presidenza di Montecitorio - si comincia a votare venerdì - e poi penserà al governo. Con questa strategia, mentre comunque si infittiscono i contatti con la Lega, ben venga la calma serena di Mattarella che in questa fase, a più di due settimane dal voto del 4 marzo, non mette urgenza ai partiti. E' il succo del primo discorso del candidato premier dei Cinquestelle ai 200 neo-deputati grillini nel loro primo giorno alla Camera. Un primo contatto destinato ad infondere sicurezza e entusiasmo ai pentastellati ("Siamo il perno, di noi non si potrà fare a meno") mentre in un'intervista al Washington Post Davide Casaleggio, figlio del co-fondatore del Movimento, mostra di volare più alto, parla del M5s come "vento inarrestabile", valuta come ormai agli sgoccioli la democrazia rappresentativa (e i partiti "moribondi" che ne costituiscono la base) destinata ad essere presto sostituita dalla democrazia diretta, resa possibile dalla Rete, fenomeno che in Italia sta già avvenendo ma che riguarda tutto l'Occidente e fissa l'obiettivo per il futuro ("Vogliamo ottenere un milione di iscritti"). "Il Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 - conclude - ha raggiunto un successo storico tra le democrazie occidentali grazie all'utilizzo di Internet. Il Movimento è oggi la prima grande compagine politica digitale al mondo. È nato e cresciuto in Rete, sostenuto esclusivamente dai suoi iscritti". Intanto il capo politico del Movimento parlava ai suoi dei problemi contingenti: "L'elezione dei presidenti delle camere non è partita per il governo, è una partita per l'abolizione dei vitalizi. Abbiamo chiesto la presidenza della Camera perché qui ci sono più vitalizi da tagliare, più regolamenti da modificare. Non portiamo rancore a nessuno, li contageremo con il sorriso". "Sono sicuro che il Capo dello Stato - la conclusione - gestirà nel migliore dei modi questa fase. Apprezziamo molto che il Quirinale non stia mettendo fretta alle forze politiche".

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