Contrordine, niente accordo sulle presidenze. E domani si comincia a votare

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Contrordine a meno di 24 ore dal D-Day della XVIII legislatura: niente accordo sulle presidenze di Camera e Senato. E' saltata l'intesa che ieri sembrava esser stata raggiunta tra centrodestra e Cinquestelle con in pole i nomi di Fico (M5s) per Montecitorio e di Romani (Fi) per palazzo Madama. "Trattative interrotte" ha detto Salvini. L'impasse è sul nome di Paolo Romani, capogruppo uscente di Forza Italia al Senato. "No, Romani proprio no, per noi è invotabile" ha detto Di Maio, ammettendo le "difficoltà" del momento ma ribadendo che i grillini "non potranno mai votare un condannato o chi è sottoposto a processo". "Sì, Romani resta il nostro candidato" gli hanno risposto dalle parti di Berlusconi dopo che l'ex-Cav ha visto naufragare anche il suo invito a M5s e Pd a partecipare ad un incontro chiarificatore. Stamane nuovo vertice con i tre leader del centrodestra per ribadire la posizione pro-Romani (anche se comincia a circolare anche il nome di Anna Maria Bernini) cui ha fatto seguito la controproposta del capo politico dei 5 Stelle: un nuovo giro di incontri i tra i vari capigruppo "per ristabilire un dialogo che porti all’individuazione di figure di garanzia". Insomma si ricomincia da capo e col tempo ormai agli sgoccioli prima dell'insediamento del nuovo Parlamento che, in caso di perdurante impasse, non potrebbe augurarsi un esordio peggiore. Sono ore frenetiche testimoniate anche dall'annullamento della prima assemblea congiunta di tutti gli eletti pentastellati che restano in attesa di lumi su quale nome votare (Fico o Fraccaro, un nome tornato ad affacciarsi per la presidenza di Montecitorio? E che si fa eventualmente con Romani, si vota contro o si esce dall'aula?). Se ne parla domani poco prima dell'inizio delle votazioni. Intanto però Di Maio e Salvini continuano a parlarsi. Il leader leghista accetta l'invito del leader M5s: "Se c’è un tavolo da riconvocare noi siamo pronti. Si riparte da zero. Partecipi anche il Pd". E su nuovi contatti con Di Maio li conferma e riesce anche a scherzare: "Ormai parlo più con Di Maio che con mia madre...".

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