Salvini pronto a fare il premier "ma non a tutti i costi". E apre sul reddito di cittadinanza

. Politica

E' pronto ma non vuole fare il premier per forza, "a tutti i costi". Tanto meno un premier a tempo, alla guida di un governo con dentro tutti per un anno, un anno e mezzo. Se qualcuno la pensa così "no grazie", lui accetterebbe solo se ci fosse la possibilità di approvare le leggi volute dai cittadini che lo hanno votato. Insomma, è pronto a metterci la faccia ma siccome la sua stella polare è il cambiamento lui non direbbe mai: 'o io o morte'. Nella partita per il governo vanno registrate le parole di Matteo Salvini, oggi, con sullo sfondo l'intervista di Berlusconi che ha battezzato polemicamente come "un ircocervo" un esecutivo M5s-Lega. Un Salvini attento a non scoprire le carte, a non irritare vieppiù il leader di Forza Italia per non turbare la ritrovata unità nel centrodestra e soprattutto a non svelare eventuali sviluppi del suo feeling con Di Maio anche perchè dall'altra parte l'altro vincitore, il candidato premier M5s, continua ad insistere sul fatto che non c'è ancora nessun accordo, con nessuno, e che i Cinquestelle parlano con tutti e si guardano intorno a 360 gradi (escluso Berlusconi, of course). Ma Salvini in queste prime schermaglie ha detto qualcosa di più, musica per le orecchie di Di Maio, qualcosa che potrebbe essere rivelatrice di futuri sviluppi: oltre a restituire ai grillini la patente di affidabilità consegnatali ieri da Grillo ("Salvini è uno che mantiene la parola" ha detto il co-fondatore del Movimento; "Per ora i Ciquestelle si sono dimostrati affidabili" la replica), Salvini ha fatto una cauta ma importante apertura sul reddito di cittadinanza, la promessa delle promesse, asse fondamentale della campagna elettorale grillina. "Se il reddito di cittadinanza fosse pagare la gente per stare a casa dico di no, ma se fosse uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi oggi ne è uscito allora sì" ha detto Salvini precisando poi di non averne mai parlato con Di Maio: "Non ne abbiamo mai parlato, non abbiamo mai parlato di governo e di programmi, per serietà abbiamo parlato di fare partire prima possibile i lavori delle Camere. Sulle idee che abbiamo su temi come lavoro, giustizia, scuola dobbiamo confrontarci".

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