Salvini-Di Maio, dal feeling alle scintille (sui voti che mancano)

. Politica

A cinque giorni dalle consultazioni al Quirinale dove a Mattarella partiti e movimenti dovranno pure dire qualcosa uscendo dalle fumosità e dalle pretattiche, sembra arroventarsi il clima dei rapporti tra Lega e Cinquestelle con un nuovo botta e risposta polemico tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, col Pd che sta a guardare e ai duellanti dice che i suoi voti "non sono a disposizione" di nessuno dei due. Dal feeling alle scintille, sembra. Dall'intesa sull'elezione dei presidenti delle Camere al battibecco - quello di oggi - sui voti che servirebbero all'uno o all'altro per raggiungere la maggioranza e da dove potrebbero essere presi. Un de profundis per un accordo di governo tra i due 'vincitori' del 4 marzo? Presto per dire se queste schermaglie nascondono veri e insuperabili contrasti o sono solo fumo negli occhi di chi li osserva temendo invece che alla fine si mettano d'accordo per dar vita ad un esecutivo a doppia trazione, al netto del 'nodo' su chi potrebbe poi occupare la poltrona di palazzo Chigi. Ha cominciato il leader della Lega e capofila del centrodestra ironizzando sulla pretesa del capo politico dei Cinquestelle di vedersi assegnato l'incarico minacciando:"o io o nessun governo". Una pretesa - dice Salvini - che però cozza con i numeri in Parlamento. "Di Maio dice 'o io o niente'? Quello è un ostacolo, non è il modo migliore per dialogare. Ma da solo Di Maio dove va? Voglio vederlo... trovare 90 voti in giro, che dalla sera alla mattina si convincono. E cosa trova? Gli accordi vanno trovati prima, con numeri chiari. Altrimenti non si va da nessuna parte". E poi - la sottolineatura un pò sibillina di  Salvini - 50 voti sono molti di meno di 90". Il che, tradotto, significa che il centrodestra dovrebbe fare praticamente metà sforzo per arrivare a mettere insieme una maggioranza. Infine, buttato lì, forse anche per far capire a Di Maio che anche lui potrebbe guardare nell'orto del Pd, un eloquente "io parlo con tutti, anche col Pd, pezzi del Pd, correnti, vicecorrenti, sottocorrenti...". Fulminea la risposta del candidato premier dei Cinquestelle: "Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!"

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