"Divide et impera", Di Maio il tattico vuole spaccare centrodestra e Pd

. Politica

"Divide et impera", l'antica strategia militare di dividere le forze avversarie per comandare meglio, sembra essere quella adottata da Di Maio. Il giovane leader pentastellato vorrebbe rompere l'unita del centrodestra e separare il Pd buono, quello contro Renzi, da quello cattivo ancora sotto il controllo dell'ex premier. Lui e' sicuro di vincere, almeno in parte, la sua scommessa, "bisogna soltanto aspettare, alla fine Matteo mollerà Silvi". Cosa che pero' appare del tutto improbabile, come ha ribadito il numero due leghista, Giorgetti, manifestando piena fedeltà al Cav insieme a lealtà nei confronti degli elettori di centrodestra, che hanno votato oltre che un partito anche una colazione. ""Di Maio - spiega- chiede tradimenti inaccettabili, propone un programma alla tedesca, ma un tradimento all'italiana. Non lo può chiedere". E Berlusconi che non cui pensa proprio a mettersi da parte, ribadisce  "Indisponibile a chi pone veti". Analogo stop viene di dem."Non c sono le premesse per un incontro", dice il renziano Rosato, che aggiunge: "Basta rivolgersi al Pd per farsi forte con la Lega". Che Di Maio miri rompere soprattutto la compattezza del centrodestra e' ovvio, perché in quel modo sarebbe lui il leader indiscusso della fonazione maggiore e potrebbe trattare dall'alto del suo 32% con un Salvini al 17 e non al 37% di cui invece dispone come leader di tutta la coalizione. Di Maio sarebbe anche avvantaggiato in chiave elettorale, perché potrebbe  più facilmente puntare ad un riforma con un premio di maggioranza alla singola lista e non più alla coalizione. La Lega da sola mai potrebbe raggiungere il M5S. Ma Salvini e' tutt'altro che fesso...

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi