I 'distinguo' di Salvini sul vertice e l'invito di Di Maio a mollare Berlusconi: "Quando si decide mi faccia uno squillo..."

. Politica

I 'distinguo' di Salvini sulle decisioni di un centrodestra unito (per tenere comunque aperta la porta alla collaborazione con i grillini) e la risposta un pò irridente di Di Maio: "Quando si decide a mollare Berlusconi mi faccia uno squillo". Sono il succo di una giornata politica - a pochi giorni dal secondo giro di consultazioni al Colle - vissuta con un ping-pong di dichiarazioni tra Arcore, Treviso, dove si è recato Salvini dopo il vertice con la Meloni e Berlusconi, e Ivrea dove il capo politico dei Cinquestelle si è incontrato con Grillo e Davide Casaleggio. Il vertice del centrodestra ha sancito la determinazione dei tre leader per un governo guidato dal centrodestra, anche a costo di andarsi a cercare i voti in parlamento su un programma già concordato, con l'occhio rivolto più al Pd che al M5s. E' stata anche la risposta al 'no' netto che aveva appena pronunciato Di Maio nei confronti di un "governo-ammucchiata". Ma subito dopo, una volta solo, Salvini ha eccepito sull'interpretazione che veniva data al comunicato congiunto anche perchè la Meloni intanto aveva calato il suo carico: "Governo a noi e poi vediamo in Parlamento che succede...". E no! - ha postato allora Salvini lasciando capire che quella ritrovata unità della coalizione era appesa ad un filo, un filo che per la Lega porta dritto a Di Maio escludendo il Pd e che invece per Berlusconi esclude proprio e soprattutto i grillini, rei ai suoi occhi di aver reiterato il veto sulla sua persona. Insomma una frizione interna al centrodestra, se non uno scontro come questo 'distinguo' salviniano è apparso ad alcuni commentatori. Salvini è convinto ndella possibilità di coinvolgere i pentastellati nel governo (la premiership è un'altra cosa, lui è pronto a fare un passo di lato per una figura 'terza') e non è disponibile a ricevere un incarico senza essere certo di avere prima una maggioranza chiara in Parlamento, nessuna possibilità di presentrsi eventualmente alle Camere alla ricerca di voti. "In settimana continuerò a dialogare con altri a cominciare da Di Maio, l'unica cosa che escludo - le parole di Salvini - è di fare un governo insieme al PD, che ha fatto disastri negli ultimi sei anni. Se ci saranno i numeri per governare sarò orgoglioso di farlo, altrimenti meglio tornare ad ascoltare gli italiani. Spero che nessuno voglia perdere tempo o tirare a campare". Da Ivrea e poi da Aosta il candidato premier M5s non si è lasciato sfuggire l'occasione per scavare nelle divisioni interne al centrodestra e si è rivolto al leader della Lega invitandolo di nuovo a scaricare il Cav: "Capisco che Salvini abbia difficoltà a sganciarsi da Berlusconi ma da Arcore non può venire nessuna spinta al cambiamento, se Salvini vuole fare il bene del paese si decida e mi faccia uno squillo..".

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