Gentiloni, l'alleanza con gli USA è "una scelta di campo", l'Italia non è neutrale

. Politica

L'alleanza dell'Italia con gli Usa è una "scelta di campo" che non si può mettere in discussione. L'Italia non è neutrale, non sceglie di volta in volta, a seconda delle emergenze internazionali, da che parte stare, se schierarsi con l'Alleanza atlantica o con la Russia. E così è successo per la Siria. Parole nette quelle del premier Paolo Gentiloni nell'informativa alla Camera sull'attacco missilistico anglo-franco-americano del 14 aprile ad Assad, il dittatore a capo di un regine "orribile" che con tutta evidenza ha fatto uso di gas contro i suoi concittadini a Douma. Per Gentiloni quell'attacco è stata "una risposta motivata, mirata e circoscrittta" alla quale comunque l'Italia non ha partecipato se non con un supporto logistico, purchè dalle nostre basi non partissero azioni dirette a colpire la Siria. "L'Italia - ha detto - è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. E' una scelta di campo, è la nostra scelta di campo. E non dipende solo dal fatto che gli americani ci liberarono del nazifascismo, ma da una difesa continua dei nostri valori. Nessuna stagione sovranista - ha sottolineato il premier - potrà cambiare il ruolo dell'occidente e la sua natura. Si può essere coerentemente nell'Alleanza Atlantica e contemporaneamente perseguire degli obiettivi e segnare delle differenze, così come è accaduto nella gestione della crisi in Siria". Le reazioni? Applausi dai banchi del Pd, critiche dalla Lega che si è scagliata contro chi in Occidente "è malato d russofobia" quando invece la Russia dovrebbe essere considerato un partner affidabile nelle grandi questioni internazionali, appena appena consenzienti i Cinquestelle - che comunque non hanno applaudito - in linea con le loro ultimissime posizioni filo-atlantiche.

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