Salvini-Di Maio e quel nodo gordiano che nessuno vuole o può tagliare

. Politica

Tutto fermo, più stallo che mai. poche le possibilita' di uscire dal tunnel. Salvini e Di Maio si trovano di fronte ad un nodo gordiano, che per antica leggenda, può essere sciotto solo con un taglio netto. Che non possono fare nonostante siano stati i due a lanciarsi qualche effimero fumo di pace più per fare vedere che entrambi vorrebbero risolvere presto la crisi, Salvini ha sottolineato più  volte che Di Maio e' arrivato secondo e  che la vittoria e' andata al centrodestra come coalizione. Centrodestra che Di Maio ontinua fermamente a non volere legittimare in quanto tale. Non ne vuole sapere ne' di Berlusconi, ne' della Meloni. "Al massimo appoggino il governo dall'esterno, e' possibile solo un contratto tra me e Salvini", spiega Di Maio, E come fa dall'altra parte Salvini, che vuole essere il leader di una coalizione, a degradare una parte del suo elettorato a ruota di scorta? Impossibile. La tattica di Di Maio che non vuole sedersi ad un tavolo che comprenda anche Berlusconi e la Meloni e' di fatto una chiusura ad un  certo tipo di alleanza. E forse un po' di confusione in casa cinquestelle con i due forni c'e'. Una cosa sarebbe governare con la Lega, ben altra con il Pd. Come possono condividere, nella trasparenza voluta dal movimento,  le due opzioni? . Senza contare che i due forni, una volta ai tempi della Dc aperti, ora sono chiusi. Perché il Pd soprattutto quello Renzi non e' intenzionato a fare da ruota di scorta a Di Maio. E' ovvio che il leader del M5s tenti di spaccare il centrodestra per essere lui come primo partito a dominare la scena. Ma e' altrettanto ovvio che Salvini non cada nella trappola, essendo lui con la coalizione ora ed anche in futuro, il leader di una maggioranza relativa che potrebbe anche diventare assoluta con nuove elezioni. 

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