Contratto gialloverde Ok, per il premier (Di Maio?) ancora qualche giorno

. Politica

Sciolti (o quasi) tutti i nodi sul contratto di governo, resta l'interrogativo sul nome del premier che Salvini e Di Maio devono portare a Mattarella all'inizio della prossima settimana. Bisogna attendere ancora qualche giorno, in particolare che si esprimano nel week-end gli elettori e iscritti dei due partiti 'vincitori' del 4 marzo: online i Cinquestelle, nei gazebo i leghisti. Secondo alcune voci, alla fine del giro il nome sarebbe quello di Luigi Di Maio, capo politico dei Cinquestelle che ha sempre puntato all'incarico, con Matteo Salvini o chi per lui che si accontenterebbe degli Interni. Voci insistenti ma solo voci. Come quelle che in pole per palazzo Chigi danno una rosa di nomi tutti targati M5s (da Fraccaro a Bonafede, da Crimi a Carelli, a Spadafora, e Di Maio naturalmente) a testimonianza forse che tra i due leader (che oggi si sono rincontrati alla Camera insieme a Giorgetti e Spadafora e hanno programmato per domani un altro faccia a faccia) se non proprio sul nome c'è intesa sul fatto che quella poltrona tocchi ad un grillino. Ma non si può ancora mettere la parola fine al tormentone della crisi mentre l'Ue continua ad ammonire l'Italia perchè tenga in ordine i suoi conti, ed in particolare faccia scendere debito e deficit, e lo spread è vicino a quota 150. "Penso che in serata chiudiamo il contratto, sul premier stiamo ancora ragionando, non è chiusa ancora" ha spiegato Di Maio al termine del vertice con Salvini. "Sono stati sciolti tutti i nodi e nei prossimi giorni scioglieremo quello sul premier" ha aggiunto il leader M5s, confermando anche che negli impegni programmatici contenuti nelle 39 pagine del contratto gialloverde ci sarà il conflitto di interessi.

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