Giuseppe Conte convocato al Quirinale per l'incarico

. Politica

Alla fine Mattarella ha convocato al Quirinale per le 17,30 Giuseppe Conte, indicato da Di Maio e Salvini per il conferimento dell'incarico di formare il governo, il primo governo giallo-verde. Prima di diffondere la nota con la convocazione del prof Conte al Colle (incarico o preincarico si vedrà in base all'esito del colloquio) il capo dello stato ha sentito i due leader politici, riuniti per l'ennesimo vertice, per sapere se confermavano la loro proposta, ricevendo una risposta positiva. "Oggi comincia la Terza Repubblica" ha commentato il capo politico dei Cinquestelle aggiungendo che "Conte sarà un presidente del Consiglio incaricato politico". Esulta anche Grillo invitando il popolo grillino a resistere al "rilancio delle calunnie" con riferimento al curriculum delle polemiche: "Luigi hai tutto il mio appoggio, dobbiamo soltanto resistere a questo ulteriore rilancio di calunnie. Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile, a partire dal minuto esatto in cui si è fatto il suo nome. È la casta che decade - scrive Grllo - che si agita per puro istinto di sopravvivenza". Soddisfazione è stata espressa anche dalla Lega mentre sta suscitando polemiche, soprattutto da parte del Pd che parla di frasi "eversive" una dichiarazione di Alessandro Di Battista che invita quasi Mattarella a non aver paura nel momento in cui (con la convocazione di Conte, ndr) si ristabilisce il principio del "primato della politica sulla finanza".  "La maggioranza c'è, il Colle non tema il nuovo governo e non si opponga agli italiani" scrive su Facebook l'ex-deputato grillino argomentando così il suo pensiero: "Il presidente Mattarella per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata" per "un governo capace di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno - conclude Di Battista - ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale". 

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