Dibba attacca il Quirinale. E il padre ci mette il carico...

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Se lo spread che vola verso quota 200 promette tempi duri per le tasche degli italiani, c'è un dato che allarma se possibile ancora di più e riguarda il clima di quella che viene ormai chiamata la Terza Repubblica. A dare corpo a questo allarme sono state oggi - nel giorno dell'incarico a Conte - le dichiarazioni giunte della 'riserva' della piattaforma Rousseau, Alessandro Di Battista, l'uomo che secondo alcuni potrebbe subentrare a Luigi Di Maio in caso di fallimento dell'attuale capo politico del M5S. Le parole di Di Battista hanno anticipato di poche ore la convocazione ufficiale al Quirinale del candidato premier giallo-verde, Giuseppe Conte, e sono state un vero e proprio attacco al Colle: "Il presidente della Repubblica - ha detto l'esponente grillino - non è un notaio delle forze politiche, ma neppure l’avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento, anche perché si tratterebbe di una causa persa. Per settimane ha ricordato ai politici le loro responsabilità. Ebbene finalmente una maggioranza si è formata e, piaccia o non piaccia a Mattarella, rappresenta la maggior parte degli italiani". A questi toni hanno fatto eco le affermazioni ancor più incendiarie del padre dello stesso Di Battista, Vittorio, vicino all'estrema destra nella Prima Repubblica, che si è rivolto al Presidente della Repubblica senza mai nominarlo esplicitamente: "Forza, mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature. Mi permetto un consiglio a costo zero. Vada a rileggere le vicende della Bastiglia. Ecco, il Quirinale è più di una Bastiglia e se il popolo incazzato dovesse assaltarlo...". La protesta e la reazione per le parole dei Di Battista, figlio e padre, sono giunte subito, e targate Pd. Se in difesa del Quirinale Fassino ha parlato di "frasi eversive", il capogruppo del Partito democratico al Senato, Andrea Marcucci, ha replicato: "Leggetelo bene il post di Di Battista senior, un impasto della peggiore cultura fascista. Poteva il Pd allearsi con questa gentaglia?". E poi - nell'annunciare l'intenzione di regalare una copia della Costituzione al figliolo - ha lanciato un appello preciso:"Organizziamoci per difendere le nostre istituzioni, ne vedremo delle belle".

 

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