Renzi: non hanno più scuse, ora loro diventano la 'casta'

. Politica

Opposizione e via subito a costruire l'alternativa. Matteo Renzi non perde tempo e con la sua Enews manda messaggi precisi ai cittadini elettori, al Partito democratico e al nuovo "governo delle larghe intese populiste". Per l'ex segretario Pd: "E' necessario che l'opposizione, a cominciare dal Pd, si attrezzi. Opposizione dura e rigorosa, ma civile. E rispettosa delle istituzioni, sempre. Con calma, senza isterismi, senza rabbia. Per questo sono rimasto molto sorpreso dal tono dell'assemblea nazionale del Pd: mi era stato chiesto di rinunciare a parlare per dare un messaggio unito e coeso all'esterno. Ho evitato dunque di pronunciare il mio discorso e ciò nonostante le liturgie del Pd hanno mandato in onda in streaming l'ennesimo psicodramma incomprensibile agli addetti ai lavori, figuriamoci ai cittadini. Basta con le risse senza senso, vi prego. E con divisioni sul nulla. Noi dobbiamo pensare a costruire un'opposizione degna di questo nome e prepararci a costruire l'alternativa se loro falliranno, quando loro falliranno. Adesso tocca a loro. Noi faremo l'opposizione civile perché una democrazia ha bisogno anche dell'opposizione civile. E ci prepareremo al futuro. Che arriverà prima del previsto, ne sono convinto". Il neosenatore di Firenze, Scandicci, Signa, Lastra a Signa e Impruneta incalza: "Al governo, adesso, ci sono gli altri. Adesso loro diventano il potere, loro diventano l'establishment, loro diventano la casta. Non hanno più alibi, non hanno più scuse, non hanno più nessuno cui dare la colpa. È finito il tempo delle urla: tocca governare. Noi in questi quattro anni abbiamo fatto uscire l'Italia dalla crisi e i numeri lo dimostrano: eravamo col segno meno sul Pil, sui posti di lavoro, sulla produzione industriale e adesso abbiamo tutti indicatori positivi". Renzi, infine, con il sorriso si toglie alcuni sassolini dalla scarpa: "Ci hanno spesso rinfacciato le mie contraddizioni, a cominciare dal non aver abbandonato la politica dopo il referendum. Tutte cose alle quali ho risposto nel merito, ma che i nostri avversari liquidavano con 'Noi siamo coerenti, voi no'. Ci sorrido sopra e non mi scandalizzo: l'importante è mantenere l'onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome. Vedrete i prossimi giorni sui social. Mi immagino le istruzioni dal Sacro Blog: attenzione, attenzione ciò che prima chiamavamo 'inciucio' adesso si chiama 'Terza Repubblica'. Ciò che prima chiamavamo 'spartizione di poltrone' adesso si chiama 'governo del cambiamento'. Il ministro dell'interno che garantisce la maggioranza" giallo-verde "con i propri voti che prima chiamavano 'Alfano traditore' adesso si chiama 'Salvini responsabile'. Colui che prima chiamavamo 'premier non eletto da nessuno' oggi si chiama 'servitore dello Stato incaricato dal Presidente della Repubblica'...".

 

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