Gentiloni, cala il sipario sul 64/mo governo. "Risalita la china attenti a non andare fuori strada"

. Politica

Terzo e ultimo presidente del Consiglio della XVII legislatura repubblicana, Paolo Gentiloni ha salutato il personale di Palazzo Chigi, in un cerimonia sobria ma non priva di emozione, precedendo di poche ore probabilmente il passaggio di poteri con il "governo del cambiamento". Gentiloni - che ha guidato il sessantaquattresimo esecutivo della Repubblica Italiana - si colloca con 529 giorni al 14esimo posto tra i premier per durata dell'incarico; appena sotto Massimo D'Alema e ad oggi alla pari con Mario Monti, che potrebbe superare se l'incaricato Giuseppe Conte vedrà ancora al rallenty la strada verso il varo del esecutivo giallo-verde. Gentiloni non ha smentito il suo tratto bonario, quando con un sorriso ha osservato: "Il mio governo completa il percorso di tre nella legislatura. Non è la prima volta se guardate la galleria di ritratti qua fuori. Racconto spesso che nell'anticamera della cancelliera Merkel ci sono sette grandi ritratti a olio, dei suoi predecessori dal dopoguerra a oggi. Noi nello stesso periodo abbiamo delle fotografie piccine in bianco e nero, perché la frequenza è notevole...". Più serio lo sguardo alle cose fatte e al futuro del paese: "Risalire una china per cinque lunghi anni come l'Italia ha fatto - ha detto Gentiloni -  non è stato semplice e, purtroppo, per andare fuori strada non servono cinque anni, ma pochi mesi e a volte poche settimane. Bisogna andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell'azione di governo. Credo sia molto importante e sia l'unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto". La legislatura conclusasi con il voto del 4 marzo, ha ricordato il premier uscente: "Era nata in circostanze a dir poco complesse. Penso che dopo cinque anni si possa dire, comunque la si pensi dal punto di vista politico, che lasciamo un Paese con più crescita, con più lavoro, con più diritti, con i conti in ordine, più sicurezza e avendo occupato il posto che compete all'Italia nel contesto internazionale ed europeo. Questo lavoro certamente non ha cancellato le ferite ancora aperte di una crisi lunghissima. Il risultato delle elezioni è lì a ricordarcelo e tutto deve fare chi governa, tranne che mancare di rispetto ai risultati delle elezioni"

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