Fuoco incrociato sul Colle. Salvini "Mai un amico di Berlino", attacchi anche da Di Battista e Meloni

. Politica

La situazione politica sta diventando incandescente proprio sull'orlo del traguardo e tutto dovrà essere chiarito rapidamente per evitare di entrare in una spirale pericolosa che non può che comportare una crisi che da politica si trasforma in istituzionale. L'affaire Savona potrebbe fare saltare il piatto. Mattarella appare in trincea e non vuole concedere il suo lascia passare per il nuovo ministro dell'Economia, ma al contempo non può neanche nominare una personalità che non sia gradita al duo Di Maio-Salvini, protagonisti di un non facile accordo politico. Se saltasse la casella dell'Economia potrebbe crollare tutto l'impianto faticosamente messo a punto ed affidato a Giuseppe Conte. Salvini lancia una nuova bordata, accusando, anche se indirettamente senza nominarlo, Mattarella di essere soggetto a pressioni di cancellerie europee, in particolare Berlino. "Giornali  politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell'Economia che vada bene a loro? No, grazie". Anche Giorgia Meloni se la prende con il Quirinale: "Non cambio idea sul governo, ma dal Colle ingerenza inaccettabile". Di Battista, che era stato il primo a sparare sul Quirinale, torna ad esprimere dure critiche alla condotta politica di Mattarella, "reo" di non volere Savona, non perché persona non degna del ruolo come competenze (cosa che per l'esponente del M5S gli sarebbe consentito dalla Costituzione), ma perché esprime un indirizzo politico a lui non gradito.  Di Battista rivendica che l'indirizzo politico e' di sola e assoluta competenza della nuova maggioranza, che ha vinto le elezioni. "Nell'era del primato della finanza sulla politica ricordare che la sovranità appartenne al popolo sembra un atto rivoluzionario", le sue parole. Quello che Di Battista pone e' il problema centrale da un punto di vista strettamente costituzionale. Quali i poteri del Presidente ed i suoi limiti nella nomina dei ministri? Siccome sempre nella Prima Repubblica viviamo, nonostante forzature politiche e giornalistiche, perché la Costituzione e' sempre la stessa (sono cambiate solo le leggi elettorali) la risposta deve essere trovata tra le righe della nostra Carta, che ha compiuto settanta anni. 

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