Mattarella: il nodo-euro e la bocciatura di Savona. "Devo proteggere i risparmi degli italiani"

. Politica

Nella giornata del 'jamais' vu in relazione ad una crisi istituzionale senza precedenti che ha avuto il suo epilogo - per il momento - con la rinuncia del presidente incaricato, la prima cosa che ha voluto precisare Mattarella è che lui, contrariamente a quanto già stanno dicendo Cinquestelle e Lega, non ha affatto ostacolato la nascita di un governo gialloverde, anzi. "Ho agevolato questo tentativo, ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti" ha detto il capo dello stato sottolineando che la sua maggiore e precipua preoccupazione è stata quella di difendere i risparmi degli italiani messi a rischio da una posizione "incerta" del governo sull'euro se non perfino sulla permanenza del nostro paese nella moneta unica. "Avevo chiesto un nome politico. Io devo firmare i decreti per le nomine dei ministri assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione" ha affermato ancora Mattarella. "L'incertezza della nostra posizione nell'Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L'aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani". "Con un rischio anche per i mutui" ha aggiunto spiegando che la decisione di non accettare il ministro dell'Economia (l'unico sul quale aveva eccepito ndr) non l'aveva presa "a cuor leggero". "Ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni  - ha concluso Mattarella - sulla base dell'evoluzione della situazione alle Camere". 

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