Renzi, Terza Repubblica? Quella di Di Maio e Salvini sembra di più "terza media"

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Matteo Renzi non ha dubbi: "Tutto il caos di questi 85 giorni nasce dal 4 dicembre 2016, dal 'No' al referendum costituzionale. Purtroppo, sta avvenendo ciò che avevamo pronosticato: paese più debole, litigi tra coalizioni, ricadute finanziarie. Occorre un sistema più semplice, che garantisca la sera stessa di sapere chi ha vinto. Come per i sindaci, ma il ballottaggio funziona solo se è previsto per una sola Camera. Spero che finalmente ci sia l'onestà intellettuale di riconoscere che quella riforma non serviva a me: serviva all'Italia". Severo il giudizio dell'ex premier sull'incapacità dei contraenti del patto di governo giallo-verde: "Di Maio ha proposto la messa in stato d'accusa del Presidente Mattarella. Lo ha fatto dopo aver ripetuto che sui ministri 'decide il Presidente della Repubblica'. Che cosa è accaduto? Perché Di Maio ha cambiato idea?" e Salvini, perché ha detto "Giorgetti no e Savona sì? Cosa c'è sotto?", in realtà il capo del Carroccio "ha usato questa vicenda come alibi, perché preferisce fare campagna elettorale sulla pelle degli italiani. Più che la Terza Repubblica, questi due sembrano in 'terza media'". Infine, la questione del prossimo voto: "Sarà una battaglia incredibile tra chi vuole uscire dall'Europa e chi vuole un'Italia forte, ma dentro l'Europa. Sarà una battaglia tra chi combatte sulla base di fake news e chi porterà numeri, fatti, argomenti. Sarà una battaglia tra chi scommette sull'antipolitica e chi crede nella politica". In questo quadro conclude Renzi: "Il PD non deve perdere neanche un secondo a litigare, ma offrire un'alternativa credibile. Repubblicana. Se gli estremisti vinceranno il conto lo pagheranno le famiglie, i piccoli imprenditori, i giovani, i pensionati, il popolo. Dovremo chiamare a raccolta più persone possibile, deve partire il coinvolgimento di tante persone che vedono il rischio che l'uscita dalla casa comune europea distrugga il futuro dei nostri figli. Casa per casa, porta a porta, piazza per piazza. Se l'Italia all'improvviso torna a rischiare non è colpa dell'arroganza di qualche cancelleria europea, ma dell'incompetenza di qualche aspirante statista italiano. Siamo più forti delle nostre paure. Rimettiamoci in gioco, tutti insieme. E salviamo l'Italia, i suoi risparmi, i suoi valori. Il suo futuro".

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