Cottarelli: niente lista oggi, forse domani. Ma si parla anche di rinuncia se si vota a luglio

. Politica

Niente lista dei ministri oggi, forse domani. Ma molto forse. Cottarelli ha chiesto e ottenuto i supplementari, vuole riflettere sul consenso crescente delle forze politiche verso un voto ravvicinato, ravvicinatissimo: il 29 luglio?.  Un altro colpo di scena nel pomeriggio al Quirinale in questa crisi che non sembra aver mai fine mentre cresce tra le forze politiche la voglia di tornare alle urne rapidamente. Tutte, compreso il Pd. Cottarelli, incaricato da Mattarella, si è presentato puntualmente alle 16,30 allo studio alla Vetrata. Il colloquio c'è stato ed è durato 35-40 minuti. Poi è uscito, non visto da nessuno, per tornare a Montecitorio. Chi aspettava la sua uscita davanti alla stampa con l'annuncio dello scioglimento della riserva e la lista dei ministri del suo, per forza di cose breve, governo, è rimasto deluso. Solo alle 17,30 il consigliere per l'Informazione del Quirinale, Giovanni Grasso, ha spiegato ai giornalisti in agitazione che Mattarella e Cottarelli avevano parlato e si rivedranno domattina. Nient'altro. Varie le ipotesi, tutte ufficiose, su questo ulteriore rinvio: dalle difficoltà per riempire con così breve tempo tutte le caselle del nuovo esecutivo a qualche resistenza incontrata da Mr. Spending review nel convincere stimati professionisti, professori, ambasciatori, prefetti e super-tecnici nei rispettivi campi a lasciare tutto per impegnarsi in un'impresa destinata a durare solo qualche mese (se non solo qualche settimana), a - perchè no? - qualche legittima perplessità da parte dello stesso Cottarelli. In base agli ultimi sviluppi politici e scontando la certezza di una sfiducia in Parlamento l'ipotesi del voto a Luglio accorcerebbe ancora di più il tempo a sua disposizione rispetto al timing annunciato che prevedeva come minimo il voto "dopo agosto". Votare a luglio significherebbe, dopo la sfiducia, lo scioglimento quasi immediato delle Camere per nuove elezioni da tenersi dopo 60 giorni. In questa ipotesi Cottarelli avrebbe solo il tempo di insediarsi a palazzo Chigi per prepararsi subito dopo a fare le valigie e lasciare la sede del governo. Poco, pochissimo tempo per affrontare i dossier più delicati, per abbozzare la legge di Bilancio, per preparare la partecipazione dell'Italia ai vertici europei e internazionali che sono alle porte.  

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