Renzi, da noi opposizione e rispetto ma preferisco Bob Kennedy al Re Sole

. Politica

Un discorso da leader dell'opposizione al governo giallo-verde - che si fonda su di un "contratto scritto con l'inchiostro simpatico" - ma anche in quei 10 minuti in cui Matteo Renzi ha parlato per la prima volta come senatore 'semplice', una lezione di stile politico, in tempi di "abisso valoriale", quando ha scandito: "Il presidente del Consiglio non avrà la nostra fiducia, ma avrà sempre il nostro rispetto". L'ex segretario del Pd non ha tuttavia perso il gusto per le battute – ne "avevo pronte 40", ha detto dopo l’intervento, "ma dovevo stare attento ai tempi" – e così rivolto al premier Conte ha osservato: "Signor presidente lei può dimostrare chiaramente che una parte del racconto del passato era falsa: lei è un premier non eletto, potrei dire un collega, ma nessuno le sta negando la legittimità, perché non c'è alcun motivo per negare la legittimità". Tagliente il commento alla "frase emblematica" pronunciata dal vicepresidente del Consiglio Di Maio, in stile Luigi XIV: «Lo Stato siamo noi». Renzi, tra gli applausi dei dem, ha rilevato: "Però lei non è lo Stato: voi oggi siete il potere, rappresentate il potere, il governo, l'establishment". Anche noi – ha aggiunto Renzi – "potremmo fare lo screening e sottolineare come qualcuno di voi ha assunto parenti come portaborse, ha utilizzato la prescrizione, ha avuto problemi con il finanziamento ai partiti, intercettazioni antipatiche, problemi con il fisco, ma non ci permetteremo di utilizzare il metodo di aggressione verbale che avete usato voi, perché siamo un'altra cosa". Preciso e straordinariamente ironico il giudizio sulla flat tax, questione su cui "non possiamo prendere in giro i cittadini come rischiate di fare sul reddito di cittadinanza"; da un lato "chiedete l'intervento sulle pensioni d'oro, annunciando il recupero di 110 milioni di euro, che non è mica male”, se non ci fosse però un piccolo problema: per fare “la flat tax per 30.000 pensionati d'oro, si spendono 760 milioni di euro...". Netta la distanza verso chi, a sinistra coltiva sogni di future redenzioni e quindi di alleanze con i grillini: "Una parte importante dell'opinione pubblica crede che in quei banchi ci sia il bipolarismo di domani, noi pensiamo che in quei banchi ci sia la coalizione di domani e che l'alternativa sia radicalmente un'altra". Fuori dell’aula non poteva mancare la risposta alle polemiche sui suoi impegni internazionali: "Ho incontrato Calderoli e mi ha detto: non sapevo cosa fare e ti ho attaccato!". Renzi è già con il cuore e la mente a Washington, dove parteciperà alla commemorazione di Robert Kennedy: "Sono emozionato - ha sottolineato - hanno scelto 10 persone per parlare e a me hanno assegnato la parte sul Pil, che è sempre stata la mia fissazione politica. Quando presentavo il mio libro nei teatri facevo sempre riferimento a quel discorso" in cui Bob Kennedy sottolineava come questo valore macroeconomico misuri tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi